Il Regno Unito del pop: un magical mystery tour nello stile delle città della musica (1 / 5)

Il Regno Unito del pop: un magical mystery tour nello stile delle città della musica

La musica come stile in movimento lungo i 700 e passa chilometri che separano il nord dal sud dell’Inghilterra. La geografia pop del Regno Unito è un miscuglio di suoni e sottoculture in cui convivono passato e presente. Attraversa i paesaggi post industriali di Manchester, transita per il porto di Liverpool, si spinge fino ai sound system di Bristol, e oltre. Ma se si volesse partire per un “magical mystery tour” in una manciata di capoluoghi inglesi della musica non si potrebbe che iniziare da Londra. Nel 1965 Vogue la chiama “la città più swinging al mondo”. La definizione è folgorante e ripresa un anno dopo dal settimanale americano Time che in copertina raffigura la città come un luogo colorato e bizzarro, affollato di gente, cose, idee. È un momento cruciale per la cultura giovanile. Messe alle spalle la grigia atmosfera postbellica e le rigidità della vecchia Inghilterra, e finalmente con un po’ di sterline in tasca, i ragazzi definiscono la propria identità attraverso la moda, la musica, i costumi sessuali. “Stasera facciamo tutti l’amore a Londra”, recita il titolo di un film di Peter Whitehead che fotografa quel momento e a cui i Pink Floyd offrono una colonna sonora freak.

Succede tutto a Londra. Il blues americano è trasformato nel suono della giovane Europa fra le pareti del Marquee in Wardour Street, Mary Quant accorcia le gonne alle ragazze di King’s Road, pop star e attori fanno compere in Carnaby Street. Chi non è di Londra vi si trasferisce. Per dirla con Paul McCartney, “è l’inizio del villaggio globale”, polo d’attrazione del meglio del meglio proveniente dal resto d’Inghilterra e persino dagli Stati Uniti. Londra non ha mai perso la vocazione di città dinamica ed eccitante dove musica e moda s’incastrano, teatro in cui s’avvicendano gli stili new romantic, drum and bass, brit pop. Ma anche skinhead e rude boy, accomunati dall’uso delle Fred Perry Shirt già amate dai mod ai tempi della Swinging London. I primi la abbinano a bretelle e stivaletti anfibi, i secondi a cappelli pork pie e mocassini. Ma lo stile che sale alla ribalta con maggiore prepotenza nella Londra anni ’70 è il punk, il cui stile è incubato nei locali di Sex, la boutique di Chelsea gestita da Vivienne Westwood e Malcolm McLaren.

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