Il ritorno in Italia dei Simple Minds, la ristampa di ‘Once upon a time’, il prossimo album: intervista a Jim Kerr (3 / 3)
Non si può dire la stessa cosa del doppio “Live in the city of light” che fu registrato a Parigi nell’agosto 1986. Unitamente ad altri contenuti non particolarmente significativi come remix e lati B, il doppio fa parte del cofanetto di 5 cd e 1 dvd dedicato al best seller dei Simple Minds “Once upon a time”, in uscita il 4 dicembre. “Sì, quell’album dal vivo fu ripulito. Era lo standard dell’epoca, prova a ripensare al live di Peter Gabriel o al cofanetto di Bruce Springsteen. La decisione di ritoccarlo, riregistrando diciamo il 5%, fu dovuta a problemi tecnici, un cavo difettoso che fece perdere alcune parti del concerto o qualcosa si simile. Il problema è che quando cominci ripulire le registrazioni non ti fermi più. Arriva qualcuno che suggerisce di ritoccarle ancora un po’ nella speranza di andare in radio e finisci per perdere il controllo”. E perché nel cofanetto di “Once upon a time” ripropongono quel live arcinoto e non uno inedito tratto dallo stesso tour? “Perché non ce l’abbiamo. All’epoca per registrare un disco dal vivo ci voleva uno studio mobile, era una faccenda complessa. I fan chiedono di pubblicare lo show di Rotterdam, ma non ne possediamo i diritti, sono di un’emittente tv. Se la Universal non li compra, niente live”.
(Claudio Todesco)