Il ritorno in Italia dei Simple Minds, la ristampa di ‘Once upon a time’, il prossimo album: intervista a Jim Kerr (1 / 3)
Un’unica data italiana in novembre, un doppio live, la ristampa dell’album di “Alive and kicking”, un singolo con gli Stranglers, un disco nuovo. Jim Kerr parla con Rockol dei progetti della band scozzese e del concerto che i Simple Minds terranno il 21 novembre al Forum di Assago, alle porte di Milano. Lo show sarà diverso dal solito, assicura il cantante. Le ultime due volte che il gruppo s’è esibito a Milano l’ha fatto all’Alcatraz, un locale da 2.000 persone circa, nel 2012 con le canzoni cult dei primi cinque album e nel 2014 con i successi di sempre. In novembre i Simple Minds torneranno a suonare in un palasport, come negli anni ’80-90, e lo faranno sulla scorta di “Big music”, un album più solido dei precedenti. “Faremo 24, 25 canzoni tratte da ogni fase della nostra carriera. Aspettatevi una cosa molto teatrale. Dall’ultimo tour abbiamo cambiato la mentalità. Ora siamo in sette sul palco, compresa la cantante Sarah Brown e Catherine AD che suona le tastiere, la chitarra e a sua volta canta. Stiamo ancora crescendo come band”.
I Simple Minds sono in tour per sei mesi l’anno, non è poco per una band attiva dal 1977 i cui fondatori hanno fra i 55 e i 56 anni. “Oggi i concerti sono l’unica fonte di guadagno”, ammette candidamente Kerr. “Un album è un successo se coi ricavi delle vendite copri i costi di registrazione. E poi, per essere una grande live band devi continuare a esibirti, non puoi andare in tour una volta ogni cinque anni. Suonare è la nostra vita, il sogno di quando eravamo giovani”. Nonostante l’esperienza cumulata in oltre trentacinque anni d’attività concertistica, Jim Kerr dice che “ogni sera è una sfida. Per centrare il bersaglio devi suonare in modo fantastico e avere grandi energie da spendere. Non accade sempre, a volte facciamo concerti così così e non è accettabile. Non ci limitiamo a portare sul palco le nostre canzoni. Ci portiamo il risultato di tutta una vita”.