L'hip hop e i sample dopo il 'caso 'Blurred lines'': Jay-Z, Baligh Hamdi, e la causa che sta scuotendo il mondo del rap - AUDIO
Dopo la sentenza a favore degli eredi di Marvin Gaye nel procedimento legale depositato contro gli autori di "Blurred lines" Robin Thicke e Pharrell Williams, il mondo dell'hip hop sta diventando un campo minato per produttori e beatmaker, specie per quelli dalla citazione facile, abituati ad attingere alle incisioni altrui per rimpolpare il proprio archivio di campionamenti.
Questa settimana Jay-Z e il suo staff sono stati protagonisti di una seduta di un processo che, a prescindere dall'esito del verdetto, è destinato a ridefinire i parametri legali nell'utilizzo e nella concessione di sample. Oggetto del contendere è un frammento usato dal rapper newyorchese - e dal suo collaboratore di allora Timbaland - inserito nella hit "Big pimpin" del '99.
Il loop portante del brano è stato preso da una composizione firmata nel '57 dal compositore egiziano Baligh Hamdi e cantata dalla voce sua connazionale Abdel Halim Hafez, "Khosara khosara".
Sia l'autore che l'interprete non sono più in vita, ma il nipote di Hamdi, Osama Ahmed Fahmy, nel 2007 ha depositato ufficialmente la causa, accusando Jay-Z e Timbaland di non aver chiesto il permesso per l'utilizzo del sample all'erede dell'autore consapelovi che la concessione sarebbe stata negata, a causa del testo del brano. Questo, almeno, prevede la legge egiziana, che ha un concetto molto preciso di "diritto morale", che - in un caso come questo - avrebbe lasciato all'autore originale del materiale campionato il placet totale sul lavoro realizzato con il sample.
La corte americana, in un primo momento, ha dato ragione alla coppia di star, tralasciando tuttavia di approfondire le modalità di appropriazione del sample: Timbaland ha sostenuto di aver preso il "materiale grezzo" da un vecchio disco di musiche libere da diritti, senza essere al corrente che il materiale, invece, fosse regolarmente coperto da copyright di proprietà della filiale araba della EMI. Appurata la proprietà del brano, Sean Carter e Timbaland hanno provveduto a versare 100mila dollari all'etichetta per mettersi in regola. Caso chiuso? Tutt'altro.
Per i legali di Hamdi il fatto di aver saldato il debito relativo al diritto d'autore non dirime la questione sul "diritto morale" di utilizzo del sample: diritto che non alla EMI - già risarcita in denaro - ma al compositore (o ai suoi eredi) andrebbe accordato. Il processo è ancora in corso, e per una volta, ai big del rap, i soldi potrebbero non bastare. Perché, in casi come questo, non sono i soldi a fare la differenza...