Arcade Fire, guarda in anteprima una clip da "The reflektor tapes"

Arcade Fire, guarda in anteprima una clip da "The reflektor tapes"

Arriva neii cinema italiani  il 14 e 15 ottobre prossimo “The reflektor tapes” il film degli Arcade Fire (nelle sale del circuito Nexoqui l'elenco).  Dopo averlo visto in anteprima e avervi raccontato cosa c'è dentro e il suo stile unico, Rockol vi propone un estratto in anteprima del film band canadese: due minuti di estratto che spiegano benissimo quello che intendeva Win Butler:

"E' quasi come un disco di remix ed era la nostra intenzione quando abbiamo cominciato a pensare al film sulla nostra musica". 

Win Butler ha poi raccontato così l'incontro con il regista Kahlil Joseph (vincitore nel 2013 del premio Grand Jury al Sundance Film Festival per il miglior cortometraggio).

"Sono entrato in contatto con il suo lavoro quando abbiamo iniziato a lavorare su 'Reflektor': stava lavorando per il regista Terrence Malick di Austin come editor. Poi ho visto alcuni dei suoi lavori, per lo più roba hip hop, lui ha realizzato un video sul nostro disco con le canzoni che entrano ed escono: epico. Durerà qualcosa come dieci minuti, ma ho trovato molto interessante la sua tecnica e il modo in cui lo ha girato. Così lo abbiamo invitato a Montreal e ha dato un'occhiata ai filmati che avevamo girato in Giamaica. Poi è arrivato il tour di piccoli concerti nei club e nel filmato ci presentiamo quasi come una nuova band alle prese con il suo primo tour. Erano spettacoli interessanti e ad Haiti abbiamo suonato anche durante il Carnevale: era importante documentare il tutto perché le persone non sono solite volare ad Haiti per vedere un nostro concerto. [...] Volevo catturare qualche elemento di misticismo e il colore e la profondità nella musica di Haiti, cercando di immortalare in immagini gli odori e la gente del posto. [...] Kahlil ha fatto un cortometraggio su Kendrick Lamar, 'Maad', lungo circa 10 o 15 minuti. E' ambientato in un museo di Los Angeles e presenta Kendrick come un ragazzino, a Compton. E' molto cinematografico e guardarlo, per me, è stato molto interessante: dopo averlo visto ho provato la sensazione di sapere tutto di Kendrick e della sua formazione. Ma non so neppure in che anno è nato e non so nessun dettaglio della sua biografia. Nelle immagini e nell'arte di Kahlil c'è molta intimità".

 

 

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