Mario Biondi racconta il nuovo album 'Beyond': 'Un modo per mettermi alla prova' - VIDEOINTERVISTA
A due anni di distanza da "Sun" esce il 5 maggio il nuovo disco di inediti di Mario Biondi. Il nuovo album si intitola "Beyond", con l'intenzione dichiarata di valicare i confini della musica incisa e prodotta finora e di voler esplorare nuove sonorità: "E' grazie alla mia voce che ho sempre tentato di mettermi in territori anche scomodi, che non mi appartengono", ha spiegato il cantante catanese, "Credo che in 'Beyond' ci siano sonorità attuali, alcune che attingono anche al brit-pop, all'elettronica. Credo che l'attualità sia intrisa di vintage, di sonorità appartenenti agli anni 60 e 70. C'è poi secondo un me un ritorno di sonorità anni 80', come nel brano 'Another kind of love'. Non solo americane o inglesi, ma anche le sonorità italiane di quegli anni, mi viene in mente Vasco Rossi con 'Una splendida giornata' , quella versione un po' funk-soul che tanto mi divertiva quando ero ragazzino. Cerco di mettermi alla prova, di alzare il livello dell'asticella".
La produzione del disco è stata curata da musicisti d’eccellenza tra i quali i Dap-Kings, gruppo musicale funk/soul di Brooklyn, band di Sharon Jones che ha collaborato con Amy Winehouse ed altri artisti.
"E' un progetto fatto a tre mani, con Max Greco e David Florio, i miei coproduttori. Sono andati davvero oltre le aspettative, realizzando le sonorità che speravo di avere. E' unica loro modalità di portare il funk ad un certo livello, di esprimere il new soul a certi livelli, avvicinandosi anche al reggae".
Nel disco ci sono canzoni scritte da Bernard Butler (ex chitarrista dei Suede), Jeff Cascaro, Alain Clark. "Sono tutte collaborazioni meravigliose, nate principalmente da amicizie", racconta lui, "Sono un grande amico di Jean-Paul Maunick degli Incognito, che mi ha davvero supportato tantissimo nella mia carriera, oltre ad avermi insegnato e dato tanto, oltre ad aver accresciuto le mie conoscenze linguistiche, e migliorato la mia pronuncia dell'inglese". Su tutti spicca il nome di Dee Dee Bridgewater, la cantante statunitense considerata una delle più grandi voci femminili del jazz: "Conosco da qualche anno Dee Dee Bridgewater, ho avuto l'opportunità di cantare con lei in un paio di occasioni. L'ho incontrata a Milano in occasione di un suo concerto e tra un abbraccio e l'altro le dissi: 'Sai che ho una canzone mia romantica, si chiama 'All I want is you', sarebbe bello ci facessi un testo'. Lei mi disse 'Mandamelo'. Mi ha fatto aspettare due mesi ma il risultato è stato fantastico".
C'è un brano scelto e individuato tra tanti brani giunti per l'ascolto, che pare aver colpito l'artista per la sua carica di rinnovamento e cambiamento. Si chiama 'Come down': "La mia etichetta mi ha proposto diversi brani di autori internazionali. Erano brani un po' inglesi, brit-pop, per alcuni versi abbiamo fatto anche fatica a rifarli nel 'Mario Biondi style'. Mi hanno anche messo alla prova, brani come 'Come down', dove ci sono duecento parole al secondo, mi hanno fatto fare i conti con il famoso 'inglese'."
Sempre dal 5 maggio l'artista tornerà a calcare i palchi dei teatri italiani, con il tour 'Mario Biondi Live 2015'. Cosa accadrà dal vivo?
"Dal vivo farò un excursus cronologico da 'Hand full of soul' fino a 'Beyond', inserendo alcuni brani del disco, non tutti, ne abbiamo 6-7 pronti dal vivo. E concludiamo con 'Where the money go', un brano divertente e scanzonato sebbene tratti un tema scottante come il denaro".