“Quello che sta succedendo a Milano trascende qualsiasi giustificazione. Ieri era protesta legittima oggi è scempio. MAI esaltato la violenza!
Ed è PALESE che la manifestazione di ieri e le violenze che stanno avvenendo in queste ore non sono minimamente paragonabili ed accumunabili”.
Questo il testo di due tweet di Fedez, pubblicati oggi. Il riferimento è ai tweet di ieri del rapper, dei quali abbiamo reso conto, come doveroso, in una notizia pubblicata ieri.
Non sapete quanto volentieri farei a meno di dare visibilità a queste vicende. Ma tocca farlo, anche obtorto collo, perché coinvolgono personaggi dei quali ci occupiamo abitualmente per le loro attività musicali.
Ma se è doveroso darne conto, credo sia altrettanto doveroso, almeno da parte mia, esprimere forte perplessità per certe esternazioni - oltretutto sgrammaticate: si scrive "accomunabili", e non "accumunabii" - che denunciano un'immaturità e una inconsapevolezza del proprio ruolo sorprendenti, per uno come Fedez che in altre circostanze aveva invece dimostrato lucidità ed equilibrio.
Poi ci sarebbe da fare tutto un discorso più ampio sulle esternazioni - non solo di Fedez, di chiunque - via tweet. Ma lì non è questione di strumenti di comunicazione né di social media. Lì il punto è che, come diceva mia nonna, prima di parlare bisognerebbe far girare la lingua in bocca sette volte: e poi tacere. Del resto, per parafrasare J Ax, “La vita è troppo corta per ascoltare le opinioni dei cantanti”.
(Franco Zanetti)