Pino Daniele, la perizia: morto per un problema al bypass (ma poteva salvarsi)
Sono stati resi noti i primi risultati della perizia medica sul corpo del cantautore partenopeo scomparso nella notte tra il 4 e il 5 gennaio scorso disposta dalla procura di Roma. Se per l'autopsia era stata un'insufficienza cardiaca a causare la morte di Pino Daniele, la perizia va più nello specifico e rivela che il cantautore sarebbe morto "a causa di un'occlusione di un bypass aortocoronarico" la quale avrebbe limitato il flusso del sangue al cuore, provocando l'infarto che gli fu fatale. Gli inquirenti, appreso l'esito della perizia, ipotizzano che Pino Daniele avrebbe potuto salvarsi se si fosse intervenuti in modo tempestivo: si confermerebbe dunque fatale la scelta di portare l'artista a Roma (distante ben 150 chilometri dalla casa in Toscana, nei pressi di Grosseto, dove Daniele fu colto dal malore). Gli esami tossicologici condotti negli scorsi giorni, inoltre, hanno escluso la presenza di tracce di sostanze stupefacenti nel corpo del cantautore.