Beverly Hills, addio a Rod McKuen, autore di 'Season in the sun'

E' spirato in una clinica privata di Beverly Hills, a Los Angeles, dove era ricoverato da diverse settimane perché affetto da polmonite e ormai incapace di alimentarsi autonomamente, il re dello spoken word anni Settanta e Ottante, che con la sua voce avvolgente spedì ai piani alti delle classifiche l'inedita commistione tra crooning e new age: Rod McKuen è morto ieri, giovedì 29 gennaio, all'età di 81 anni. A confermare la notizia è stato il suo fratellastro Edward McKuen Habib.

Considerato "re del kitsch" ma tutto sommato divulgatore - ovviamente in musica - delle opere di Jacques Brel presso il pubblico anglofono - McKuen, che parallelamente a quella di cantante seppe anche affiancare quella di attore, doppiatore, poeta (amico di Allen Ginsberg e Jack Kerouac, che conobbe a San Francisco negli anni Cinquanta durante il fiorire del movimento beat) e scrittore, scrisse oltre un migliaio di canzoni portate al successo da, tra gli altri, Barbra Streisand, Perry Como, Chet Baker, Johnny Cash, Andy Williams, Dusty Springfield e Frank Sinatra: negli anni Settanta l'artista venne addirittura insignito di un premio Pulitzer per la piece "The city: a suite for narrator & orchestra".



Il suo brano più celebre rimane "Seasons in the sun", basato sulla composizione di Brel "Le moribond": il brano fu portato al successo in un primo momento da Terry Jacks (che ne rilevò l'interpretazione dai Beach Boys, che rinunciarono all'incisione), nel '73, che spedì il brano in vetta alle chart dei paesi anglofoni vendendo in tutto il mondo oltre quattordici milioni di copie del singolo.


Successivamente, in ambito anglofono, a ripescare il brano furono gli irlandesi Westlife, che nel '99 ne inserirono una loro lettura nell'album omonimo album di debutto: la cover conobbe un buon successo, diventando lo stesso anno il singolo più venduto durante le festività natalizie.







Tra le altre versioni da ricordare ci sono quelle di Me First and the Gimme Gimmes e Nirvana, oltre a quella di Roberto Vecchioni, che - traducendo il titolo in "Stagioni nel sole" - ne inserì una sua interpretazione nel live album "Il contastorie" del 2005.


Prima ancora di Vecchioni, e sempre nella nostra lingua, la canzone fu riletta - con il titolo di "Testamento all'italiana" anche da Herbert Pagani, che ne pubblico una sua versione nel 1965 come singolo, con come lato B sempre una cover italianizzata di Brel, "Lombardia", versione nella nostra lingua di "Le plat pays".



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