Blink-182, è crisi. DeLonge replica: 'Mai pensato di mollare, ma restare è dura'

Blink-182, è crisi. DeLonge replica: 'Mai pensato di mollare, ma restare è dura'

E arrivò, alla fine, la contro-contro replica di Tom DeLonge, dopo le schermaglie che nelle ultime ore hanno scosso dalle fondamenta il trio pop punk californiano, nella line-up del quale - formalmente - il cantante e chitarrista di Poway, classe 1975, è stato estromesso a favore di Matt Skiba degli Alkaline Trio, sostituto ad intermin nominato da Travis Barker e Mark Hoppus per far fronte a impegni dal vivo già presi.

Con una lunga lettera aperta ai fan apparsa sul suo account Facebook ufficiale, DeLonge chiarisce la sua posizione umana e professionale nei confronti dei due suoi (ex?) compagni, innanzitutto rigettando le accuse di ingratitudine rivoltegli da Barker e Travis nell'intervista "chiarificatrice" rilasciata il 25 gennaio all'edizione americana di Rolling Stones: "Amo i Blink 182 e sono incredibilmente grato di averi avuto nella mia vita, perché mi hanno dato tutto. Assolutamente tutto. Ho fondato io questa band, eravamo nel mio garage quando abbiamo iniziato a sognare questa avventura".

Poi, la spiegazione dei primi cedimenti: secondo DeLonge, il primo cedimento nel rapporto coi suoi colleghi sarebbe da far risalire ad un incontro avvenuto nel 2012, prima di registrare l'EP "Dogs eating dogs". "Incontro che si ridusse a una riunione di tre ore nella lobby di un piccolo e puzzolente casinò dello Utah", ricorda DeLonge: "Ero pieno di buoni proposito, ma così andarono le cose. Io comunque non rinunciai a dirgli che finché il nostro rapporto fosse rimasto quello di amicizia sincera, la mia passione nei confronti del gruppo non sarebbe mai venuta meno. Usai queste esatte parole".

Eppure le session di "Dogs eating dogs" non andarono per il verso giusto: "Io passai in studio due mesi esatti, loro - sì e no - undici giorni al massimo. Non mi pesava che tutto fosse ricaduto sulle mie spalle, ma eravamo tutti d'accordo che avremmo dato il 100%". DeLonge chiese conto ai suoi compagni del comportamento tenuto, ricevendo, "come risposta, solo silenzio".

Ad aprire definitivamente la crisi, tuttavia, sarebbe stata la richiesta a DeLonge, inoltrata da parte di Barker e Hoppus negli ultimi giorni, di rimandare la pubblicazione del suo progetto collaterale Angles and Airwaves. Richiesta non elaborata durante i colloqui preliminari, ma inserita direttamente nel contratto che avrebbe regolato l'attività del gruppo per i prossimi mesi: "Potete immaginare la mia frustrazione nel leggerla", ha commentato DeLonge, "Avevo in mano questo plico di sessanta pagine dove c'era scritto che non avrei potuto pubblicare niente con gli Angles and Airwaves e che per registrare un nuovo disco dei Blink avremmo avuto a disposizione al massimo sei mesi. Cosa impossibile, per me, a causa di contratti e accordi già siglati".



Di qui, quindi, l'impossibilità di onorare gli impegni con il gruppo: "Alla fine, tutto questo è molto triste", ha concluso il chitarrista e cantante, "Triste per noi, e triste per i nostri fan, costretti ad assistere a questa dimostrazione di immaturità. Li conosco bene [Travis e Mark], se stanno agendo così lo stanno facendo per difendersi. E benché trovi le loro mosse molto diverse da quella che è la loro vera natura, sono ancora molto affezionato a loro, come posso esserlo nei confronti di due fratelli o di vecchi amici. La nostra relazione, tuttavia, ieri si è avvelenata. Non ho mai pensato di lasciare il gruppo: solamente, trovo dannatamente difficile restare...".

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