Su "La Repubblica", Gino Castaldo intervista Tony Renis, autore di "The prayer", che ha la possibilità di vincere un Oscar come migliore canzone. «Dopo il duetto Pavarotti-Celine Dion (che ha venduto più di 25 milioni di copie), l'altro duetto da lui promosso, quello tra Bocelli e Celine Dion sul tema di "The prayer" (scritto con Alberto Testa su musica di David Foster, liriche inglesi di Carole Bayer Sager) è arrivato alle nomination, e dovrà battersela con calibri come Mariah Carey e Whitney Houston o gli Aerosmith per sperare nella statuetta. "Questo è un premio per la mia ostinazione. Portare in fondo questi progetti costa una fatica enorme, bisogna superare difficoltà incredibili. Ad ascoltare il risultato sembra del tutto naturale, ma per arrivarci...".
Come è andata questa volta?
"Posso dire che è un progetto targato Tony Renis. Un anno e mezzo fa proposi al mio grande amico David Foster di utilizzare Bocelli per il film "La spada magica". Foster mi rispose - Bocelli who? - perché allora Bocelli non era ancora conosciuto, ma poi gli feci ascoltare i suoi dischi e lui si innamorò della sua voce. Allorà mi commissionò il testo in italiano per il tema del film che stava realizzando, e io decisi di scriverlo con Alberto Testa, il mio partner di sempre, quello con cui ho scritto le mie più belle canzoni".
E come è entrata Celine Dion?
"Il pezzo è rimasto in italiano, ma poi pensammo che sarebbe stato precluso all'airply americano, dove difficilmente può passare un pezzo che non sia in inglese, e allora chiamammo Celine Dion per cantare una parte del pezzo in inglese. E così è andata".
Ma adesso non sarebbe venuto il momento per un vero ritorno? Perché non torna a cantare?
"La verità è che non ci dormo la notte. Anche perché se è vero che nessuno è profeta in patria, a me sembra di essere un' eccezione. Ogni volta che torno in Italia sento un affetto e una stima praticamente immutati. Ma ci devo pensare bene"».
Come è andata questa volta?
"Posso dire che è un progetto targato Tony Renis. Un anno e mezzo fa proposi al mio grande amico David Foster di utilizzare Bocelli per il film "La spada magica". Foster mi rispose - Bocelli who? - perché allora Bocelli non era ancora conosciuto, ma poi gli feci ascoltare i suoi dischi e lui si innamorò della sua voce. Allorà mi commissionò il testo in italiano per il tema del film che stava realizzando, e io decisi di scriverlo con Alberto Testa, il mio partner di sempre, quello con cui ho scritto le mie più belle canzoni".
E come è entrata Celine Dion?
"Il pezzo è rimasto in italiano, ma poi pensammo che sarebbe stato precluso all'airply americano, dove difficilmente può passare un pezzo che non sia in inglese, e allora chiamammo Celine Dion per cantare una parte del pezzo in inglese. E così è andata".
Ma adesso non sarebbe venuto il momento per un vero ritorno? Perché non torna a cantare?
"La verità è che non ci dormo la notte. Anche perché se è vero che nessuno è profeta in patria, a me sembra di essere un' eccezione. Ogni volta che torno in Italia sento un affetto e una stima praticamente immutati. Ma ci devo pensare bene"».