Emma Marrone, nuovi tour e live album: 'E nel 2015 un disco pazzesco'

Emma Marrone, nuovi tour e live album: 'E nel 2015 un disco pazzesco'

Un nuovo tour, "Emma 3.0", in partenza il prossimo 8 novembre da Acireale, in Sicilia, e un live album registrato la scorsa estate all'Arena di Verona, "E live", testimonianza dello spettacolo che la vide in azione sul palco con un'orchestra dal vivo, nel quale sarà incluso, come extra, un brano inedito (anche se registrato, in precedenza, da Antonino, nel 2012), "Resta ancora un po'", sua terza prova da autrice dopo "Amami" e "La mia città": Emma Marrone ha deciso di chiudere il 2014 all'insegna della musica dal vivo, pronta a voltare pagina e a guardare al futuro.

"Lo spirito della nuova tournée è quello di una festa di fine anno, come si faceva a scuola", ci ha raccontato lei in un hotel milanese, dove sarà ospite per i prossimi giorni durante le prove generali in studio per la nuova stringa di appuntamenti: "Nello 'Schiena tour' avevo lasciato affiorare maggiormente il mio lato pop, mentre nel tour di 'Emma limited edition' era stato l'aspetto orchestrale della mia musica ad essere preponderante. In '3.0' la sfida è stata quella di riarrangiare i nuovi brani in chiave elettronica e rock. Ho fatto ascoltare due provini, a titolo di assaggio, ai responsabili della mia etichetta, e loro mi hanno detto che sono pazza: per me è stato un gran complimento. Perché c'è questo equivoco, che mi vuole a tutti i costi artista pop, ma per la verità non sono pop: sono quello che mi va di fare".

"Il bello di questo lavoro è cambiare continuamente, e reinventarsi", prosegue lei: "Dalla scaletta di questo spettacolo ho tolto alcuni brani più recenti per dare spazio a canzoni del mio primo disco, giusto per fare capire che le canzoni non siano classificabili, ma dipendano esclusivamente dallo spirito col quale le si suona. E lo spirito di questo tour è quello del party itinerante". Si parlava di elettronica: una deriva che troverà spazio anche nella futura produzione della cantante, oggi sempre più autrice? "Sì, indubbiamente. E di roba nei cassetti ne ho molta: l'hard disc del mio computer è letteralmente intasato da appunti registrati su Garage Band. E' tutto materiale molto fresco, scritto di recente, perché sto passando un momento molto creativo. Una volta finito il tour, dovrò prendermi del tempo per fare una cernita di quanto accumulato e decidere come procedere". C'è già qualche idea, magari circa il nome di un produttore che sappia dare la giusta piega al lavoro? "No, non ci ho ancora pensato. Il mio è un processo creativo molto particolare: lavoro per immagini, che poi cerco di sintetizzare in parole. Per stilare una potenziale rosa di collaboratori è ancora presto. E poi chissà: se non dovessi trovare il nome giusto, potrei anche produrmelo da sola, il nuovo disco".

Prima, però, ci sarà da seguire la pubblicazione del live album "E live", fotografia di un passaggio importante nella carriera della cantante, quella del 7 luglio scorso all'Arena di Verona, ribalta tra le più prestigiose a livello mondiale. Un mossa che, per certi versi, potrebbe sembrare autocelebrativa... "Beh, non ci trovo nulla di male. Ci sono tanti palchi importanti ma quello dell'Arena è unico: la prima esibizione sul suo palco è una pagina che difficilmente si dimentica, in una carriera. E a me piace l'idea di avere una fotografia di quel momento, di quello spettacolo incredibile con un'orchestra dal vvio sul palco. Che, in tempi di crisi come questi, per ovvie ragioni economiche, non è facile replicare...".

Forte di una delle fan base più numerose - e devote - sul panorama italiano, Emma è conscia di quanto il suo ruolo di star necessiti lucidità per essere gestito al meglio: "Sono sempre molto attenta a quello che dicono o chiedono i miei fan, ma non mi sento loro succube o vittima, perché esserlo significherebbe smettere di essere un'artista. Sono convinta che ognuno debba avere coscienza del proprio ruolo: è giusto ascoltare sempre tutti, ma alla fine al timone della nave ci sono io". C'è poi il discorso social network: "Si potrebbe stare delle ore a parlarne. Credo che i social network abbiano fatto diventare di moda la maleducazione. C'è chi si nasconde dietro a un nome e a un'immagine falsa scaricando sulla tastiera tutte le proprie frustrazioni. Così capita anche di prendersi qualche insulto, ma cosa volete si faccia? Si legge l'insulto, si pensa 'sti cazzi' e si va avanti con la propria vita. Sennò si impazzisce".

E se Emma dovesse stilare un bilancio di questo 2014 ormai avviato alla conclusione? "Credo che questo sia stato il primo anno durante il quale abbia avuto l'opportunità di fare davvero il lavoro che faccio. Prima ho fatto della gavetta, si potrebbe dire: di livello molto alto, ma sempre gavetta. Nel 2014 credo di aver raggiunto la maturità e la consapevolezza sufficienti per lavorare al meglio. Ci sono stati bellissimi momenti, ma anche grandi delusioni: alla fine, però, tutto mi è stato utile. Poi la vita è imprevedibile, non è detto che debba fare questo lavoro per sempre: potrei decidere di fare altro o semplicemente smettere. Dicevo all'inizio che essere definita 'pazza' per me è un complimento. Ecco, di una cosa sono sicura: il giorno che smetterò di essere pazza, smetterò di fare questo lavoro. Lavoro che in tanti credono sia bellissimo, e - non lo nego - lo è. Ma che ha anche qualche lato negativo...". Tipo? "Il procedere sempre a tappe forzate: disco, promozione, tour, studio. Tutto è programmato. E' una cosa che si paga, soprattutto a livello personale. E non ci trovo nulla di strano nel considerare anche l'eventualità di un futuro diverso...".

Dopo il bilancio dell'anno passato, i propositi per quello che verrà: "Facile, ne ho uno solo: un disco di inediti pazzesco. Farne, dopotutto, è il mio lavoro...".

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