Si può fare: Foo Fighters, concerto 'prenotato' anche in Cornovaglia

Si può fare: Foo Fighters, concerto 'prenotato' anche in Cornovaglia

Azzardare l'ipotesi di un nuovo - e rivoluzionario - modello di business è per lo meno prematuro, perché per il momento la casistica è limitata a due soli episodi. Entrambi, però, risoltisi con esiti molto brillanti. E, cosa ancora più importante, "benedetti" da chi - di questi esperimenti - è stato oggetto. Dopo la data a Richmond, in Virginia, organizzata in crowdfunding - una sorta di azionariato popolare applicato ai concerti rock, dove gli spettatori anticipano la somma del biglietto sperando che venga raggiunta la quota fissata dalla band "invitata" a suonare - anche la Cornovaglia, suggestiva (ma non troppo battuta dal grande circuito live internazionale) regione sud-occidentale del Regno Unito, può ambire a ospitare un concerto dei

Foo Fighters. La campagna aperta su Crowdfunder.co.uk in soli due giorni è riuscita a racimolare le 150mila sterline utili a rendere la proposta "valida" agli occhi del management della band, al quale - adesso - è stata passata la palla: di certo, e al netto di possibili conflitti con un eventuale itinerario già impostato (anche in linea di massima), poco meno di 200mila euro sono virtualmente disponibili per organizzare il live.

"Siamo già in contatto con il management della band e di Dave Grohl, e speriamo di poter confermare presto la data", si legge nel comunicato stampa diramato dagli organizzatori: "Nonostante i risultato sia ormai stato raggiunto, ci sono ancora biglietti disponibili all'acquisto. Incoraggiamo chiunque ami il gruppo a comprarli: più alto è il budget che riusciremo a raggiungere, maggiori saranno le possibilità che i Foo Fighters accettino il nostro invito".

Più che saltare l'intermediazione dei promoter - indispensabili per coordinare la produzione e l'allestimento dello show - questa nuova pratica, che di fatto azzera il rischio d'impresa per gli impresari "attivando" l'evento solo a prevendita già andata a buon fine, ha ricevuto l'approvazione diretta dallo stesso Grohl, che ha parlato di "rivoluzione democratica" nell'industria del live entertainment: "Ve lo dico: questo potrebbe diventare il modo che useranno i gruppi per decidere dove andare a suonare", ebbe a dire lui, "E' divertente, e può cambiare completamente le regole del gioco. Da vent'anni a questa parte siamo sempre stati noi a decidere dove andare a suonare. Da oggi, se abbiamo notizia di qualcuno che ci voglia in concerto da qualche parte, prendiamo anche in considerazione l'idea di accontentarlo". Ovviamente a pagamento...

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