Articoli - 19/04/2004
Comunicato Stampa: Mc Coy Tyner Trio in concerto dal 20 al 25 aprile al Blue Note di Milano
La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a [email protected]. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.
MC COY TYNER TRIO
IN CONCERTO AL BLUE NOTE
DA DOMANI, MARTEDI 20 APRILE, A DOMENICA 25 APRILE
Da domani, martedì 20 aprile, a domenica 25 aprile il MC COY TYNER TRIO sarà protagonista del Blue Note (via Borsieri, 37 – Milano).
McCoy Tyner (piano) sarà in trio con Charnett Moffett (basso) e Eric Harland (batteria). I concerti saranno alle ore 21.00 e 23.30 (apertura porte alle ore 19.30; per informazioni/prenotazioni: 02.69016888) tranne la domenica, ore 18.00 e 21.00.
L’ingresso per assistere al concerto è di 35,00 euro. I giovani sotto i 26 anni avranno la possibilità di avere una riduzione sull’ingresso (del 50% del prezzo del biglietto) per lo spettacolo delle delle 18.00 di domenica 25 aprile.
McCoy Tyner è senza dubbio uno dei pianisti più influenti nel jazz negli ultimi 50 anni, con Bill Evans e Keith Jarrett.
Nato nel 1938 a Filadelfia, come prima di lui Bud Powell e Kenny Baron, Mc Coy Tyner si fa le ossa nella sua città natale, con solisti di passaggio (Kenny Dorham, Sonny Rollins, Max Roach). Nel 1959 registra il suo primo disco all’interno del Jazztet di Art Farmer e di Benny Golson. L’incontro con John Coltrane è decisivo per Tyner, che sviluppa all’interno del suo leggendario Quartet (1960-1965) il colore modale che diventerà la caratteristica del suo stile e influenzerà numerosi musicisti. Leader di Big Band o in trio, ha sempre portato avanti, dalla fine degli anni 60, la sua ricerca musicale, moltiplicando incisioni di dischi e Tour internazionali. Improvvisatore che sviluppa lunghe frasi sinuose integrando elementi di diversi orizzonti musicali, McCoy Tyner è riconoscibile per un tocco particolarmente delicato che lo avvicinano a Art Tatum. Tyner è un pianista i cui voicings sono usati da ogni giovane pianista e a cui, sicuramente, la storia del jazz deve alcune delle sue più belle pagine.
MC COY TYNER TRIO
IN CONCERTO AL BLUE NOTE
DA DOMANI, MARTEDI 20 APRILE, A DOMENICA 25 APRILE
Da domani, martedì 20 aprile, a domenica 25 aprile il MC COY TYNER TRIO sarà protagonista del Blue Note (via Borsieri, 37 – Milano).
McCoy Tyner (piano) sarà in trio con Charnett Moffett (basso) e Eric Harland (batteria). I concerti saranno alle ore 21.00 e 23.30 (apertura porte alle ore 19.30; per informazioni/prenotazioni: 02.69016888) tranne la domenica, ore 18.00 e 21.00.
L’ingresso per assistere al concerto è di 35,00 euro. I giovani sotto i 26 anni avranno la possibilità di avere una riduzione sull’ingresso (del 50% del prezzo del biglietto) per lo spettacolo delle delle 18.00 di domenica 25 aprile.
McCoy Tyner è senza dubbio uno dei pianisti più influenti nel jazz negli ultimi 50 anni, con Bill Evans e Keith Jarrett.
Nato nel 1938 a Filadelfia, come prima di lui Bud Powell e Kenny Baron, Mc Coy Tyner si fa le ossa nella sua città natale, con solisti di passaggio (Kenny Dorham, Sonny Rollins, Max Roach). Nel 1959 registra il suo primo disco all’interno del Jazztet di Art Farmer e di Benny Golson. L’incontro con John Coltrane è decisivo per Tyner, che sviluppa all’interno del suo leggendario Quartet (1960-1965) il colore modale che diventerà la caratteristica del suo stile e influenzerà numerosi musicisti. Leader di Big Band o in trio, ha sempre portato avanti, dalla fine degli anni 60, la sua ricerca musicale, moltiplicando incisioni di dischi e Tour internazionali. Improvvisatore che sviluppa lunghe frasi sinuose integrando elementi di diversi orizzonti musicali, McCoy Tyner è riconoscibile per un tocco particolarmente delicato che lo avvicinano a Art Tatum. Tyner è un pianista i cui voicings sono usati da ogni giovane pianista e a cui, sicuramente, la storia del jazz deve alcune delle sue più belle pagine.