Cat Power e National a Lucca: il report dei concerti

Cat Power e National a Lucca: il report dei concerti

Potevamo senz'altro immaginarci che il combo Cat Power + The National, proposta in chiusura del Lucca Summer Festival, si sarebbe rivelato un appuntamento con la parola chiave “intensità” proiettata sul palco a caratteri cubitali. Quel che non ci aspettavamo, invece, è che tale intensità avrebbe assunto forme e traiettorie così diverse.
Iniziamo con Cat Power. Il set sul palco è purtroppo quello riservato ai supporter di bassa categoria, con un set luci poverissimo e gli strumenti della band headliner coperti con il cellophane. Ma probabilmente di questo Chen Marshall manco se ne accorge, presa com'è a combattere contro i suoi tormenti interiori, che in questo caso si manifestano sottoforma di continuo dialogo con il fonico per problemi con l'audio o con la spia della voce. Peraltro a noi la sua voce arriva perfettamente, fragile e intensa, dritta al cuore, comunicando un mal de vivre talvolta illuminato da sporadici sprazzi di felicità. “The Greatest”, “Cherokee” e il blues “Lord help the poor and the needy” scorrono belle e tormentate. Poi Chan, fisicamente appesantita rispetto alle performance di alcuni mesi fa, si ferma, parla animosamente con il fonico e con il chitarrista/tastierista Gregg Foreman che paziente annuisce, si arrabbia e poi si scusa con il pubblico. Da lì in poi preferisce cantare ai lati del palco, dove non è illuminata; tuttavia la sua voce in “Manhattan” e “I found a reason” è espressiva più che mai e la tensione emotiva cresce sempre più. Tra una canzone e l'altra continua a ringraziare e poi a scusarsi, per la febbre che ha, per la pioggia che presto arriverà, come pure la band dei National, che sta lì dietro le quinte ad aspettare, dice; allora prende la chitarra, poi la posa, e inizia una lunga e vibrante versione di “Ruin” e distribuisce fiori, fa la scema, sorride, presenta la band a gesti e ti vien voglia di abbracciarla quella ex-ragazza interrotta così capace di cantare la sua anima. Set irrisolto e imperfetto, ma era nelle previsioni. E ci è piaciuto così.

Venti minuti di cambio set ed ecco le note di “Riders on the storm” dei Doors che accompagnano l'entrata dei National insieme a una vera o propria tempesta di pioggia che pare perfettamente pianificata e che scende intensa per le prime tre canzoni. I National sono diventati una grande band, sicura delle proprie capacità e che i componenti sanno gestire magistralmente. All'efficace tappeto percussivo di Bryan Devendorf e al muro di chitarre dei fratelli Dessner viene aggiunta, a fare da contrappunto, la sezione fiati che a volte si permette alcune variazione del tema (in chiusura di “Ada” viene citato il tema di “Chicago” di Sufjan Stevens). Così se l'ascolto dell'ultimo “Trouble will find me” può risultare alla lunga un po' noioso, dal vivo le canzoni risplendono di luce propria. E poi c'è Matt Berninger, con bordolese a seguito che spesso tracanna, frontman moderno dalla cupa sobrietà che riesce ad essere leader senza rubare la scena; credibile e preciso con la sua voce baritonale che in alcuni brani (“Sea of love”, “Abel”,“Graceless”) si trasforma in urla rauche e laceranti, che sporcano e rendono più viscerale un set che altrimenti rischia di essere fin troppo perfetto. “Bloodbuzz Ohio”, “Afraid of everyone” e “Pink rabbits” hanno già lo status di grandi pezzi pop-rock cantati in coro dai circa 3000 che occupano Piazza Napoleone. In “Squalor Victoria” la band riesce ad essere compatta e marziale come non mai, mentre il cantante cammina da un lato all'altro del palco come un leone in gabbia.
In un'intervista Berninger ha definito le canzoni dei National “Songs of love and hate” e non è un caso che in uno dei rari interventi parlati del concerto citi Leonard Cohen (e Nick Cave) che hanno calcato più volte il palco lucchese. Piuttosto efficaci anche i visual dietro al palco, sia quando rielaborano le immagini live sia quando mostrano immagini create ad hoc, come la pioggia in “England” o i palazzi newyorkesi in “Fake empire” che chiude il concerto prima dell'encore.
Così come noi volevamo abbracciare Cat Power, adesso è Matt Berninger a cercare il contatto con il pubblico. Nei bis, durante “Mr November” e “Terrible love”, il cantante scavalca la transenna e attraversa tutta la piazza Napoleone tra la folla in visibilio e i poveri roadies intenti a sbrogliare metri e metri di cavo. Non è la classica ricerca dell'abbraccio del pubblico, bensì di un sostegno catartico, dopo aver cantato per quasi due ore di dolore, depressione e fatica di vivere. Gran finale con “Vanderyle crybaby geeks” cantata in versione acustica e in coro con il pubblico: “Man it's all been forgiven”.

(Michele Boroni)

SETLIST CAT POWER
"The greatest" 
"Cherokee" 
"Lord help the poor and needy" 
"Manhattan" 
"I found a reason" 
"Bully" 
"Metal heart" 
"Ruin" 

SETLIST THE NATIONAL
"Don't swallow the cap" 
"I should live in salt" 
"Ada" 
"Bloodbuzz Ohio" 
"Sea of love" 
"Hard to find" 
"Afraid of everyone" 
"Squalor Victoria" 
"I need my girl" 
"This is the last time" 
"Green gloves" 
"Abel" 
"Apartment story" 
"Pink rabbits" 
"England" 
"Graceless" 
"Fake empire" 
Bis:
"Mr. November" 
"Terrible love"

"Vanderlyle crybaby geeks"

 

 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.