Paolo Simoni, presenta “SI narra di rane che hanno visto il mare” - VIDEO

Paolo Simoni, presenta “SI narra di rane che hanno visto il mare” - VIDEO

Paolo Simoni presenta le canzoni contenute nel suo progetto discografico come se fossero delle storie: cita personaggi, accenna trame, anticipa qualche finale. Così l'intervista per presentare “Si narra di rane che hanno visto il mare” diventa una collezione di incipit che riescono ad incuriosire ed alludono ad una dimensione fortemente connotata narrativamente, a partire dal titolo del disco. L'album, il terzo in studio di Simoni, contiene 11 canzoni, con la produzione artistica di Luca Pernici (Ligabue, Mario Biondi, Nucleo e altri) ed e arriva a due anni dal precedente, "Ci voglio ridere su".



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“Due anni sono sufficienti per aspettare che arrivino nuove canzoni, perché io non decido di scrivere una canzone, sono le canzoni che arrivano a me.

Io non posso far altro che stare alla porta, farle entrare e accomodare”. Le canzoni hanno evidentemente preso posto in un disco che proprio in questi giorni il cantautore sta presentando negli store di tutta Italia e che, come dicevamo, quasi si presta ad essere introdotto con un evocativo  “c’era una volta”: “Il titolo dell’album è una frase estrapolata da una strofa di 'Stelle vicine'  in cui dico che quello che cerchi è sempre distante da quello che hai; ho voluto allargare il concetto delle rane che hanno visto il mare e renderlo una metafora. Sostanzialmente è una storia sul coraggio: l’immagine della rana che esce dal proprio stagno e incontra un’acqua che non aveva mai visto, che rappresenta la vita, mi piace particolarmente.” .

 

È a questo punto che il cantautore ci introduce nel sue mondo, fatto di aneddoti caratterizzati dall’avere tutti una lieta conclusione, che lascia spazio alla speranza.

“Non ho voluto metterlo io il lieto fine; sono proprio storie finite bene”. C’è “La sfida del tempo” che narra la scoperta dell’amore e del sesso di un adolescente prima di approdare all’amore vero di una donna; in “Che stress”, che è il singolo che ha fatto da apripista al disco, c’è molta ironia, che smorza un po’ la tensione sociale in esso descritta. “15 agosto” è il nuovo singolo attualmente in rotazione ed è interessante: l’attesa al bar per una piadina che non arriva diventa il pretesto per il protagonista per godere di tutto ciò che vede intorno, persino un’ inopportuna ma divertente flatulenza del barista. “Stelle vicine” racconta l’intimità tra un uomo e una donna, mentre  il brano “Al di là” sembra avere un’importanza particolare per il cantautore: “Penso che ‘Al di là’ sia la canzone più importante che abbia mai scritto finora. Alla soglia dei 30 anni sono diventato più sensibile verso certe tematiche. Ho perso tanti amici ultimamente, maestri e amici, e mi sono chiesto se esista un modo per dire a queste persone quello che avresti voluto dir loro quando erano in vita.”.

Prima di salutarci è sorta spontanea una domanda: se tu sei la rana, da quale stagno sei uscito? La risposta arriva con un eloquio più rallentato e accompagnata da un sorriso: “Bella domanda. Sto uscendo un po’ da certi schemi mentali, a me imposti o auto-imposti in passato. Mi sento più libero di scrivere quello che sento veramente, senza il timore di essere giudicato, accetto i giudizi, anche quelli negativi. Ho abbandonato molte timidezze: se ho voglia di ridere rido, se ho voglia di piangere piango, anche in pubblico, non c’è nessun problema.”

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