Benché la promozione dal vivo del loro ultimo disco, "Reflektor", sia più che mai nel vivo - dopo la calata italiana della scorsa settimana, la band ha infiammato il main stage di Glastonbury e in questi giorni è di scena a Hyde Park, a Londra, prima di dirigere in Giappone e fare ritorno in nordamerica, dove chiuderanno la tournée il prossimo 30 agosto nella loro Montreal - gli Arcade Fire pare stiano già pensando ad un eventuale ritorno in studio. Per il momento, ovviamente, non ci sono date, nomi di produttori, tempistiche di lavorazione o quantità di materiale - ancorché grezzo, ma solo una dichiarazione del frontman e principale compositore Win Butler - che ha però tutta l'aria di una dichiarazione d'intenti - raccolta dai cronisti del New Musical Express nel backstage del Barclaycard British Summer Time.
"Ormai siamo in una posizione che ci permette di avere un'idea e - contemporaneamente - di disporre di persone intorno a noi che ci aiutino a concretizzarla", ha spiegato Butler: "Di solito, tutto comincia quando finisci un tour. Se io adesso dovessi sentirmi annoiato, sarebbe la migliore sensazione possibile, perché so che quando la prossima idea mi verrà in mente il ciclo riprenderà di nuovo".
Occorre ricordare, parlando di eventuali progetti discografici futuri della formazione, come gli Arcade Fire - statisticamente - non siamo mai stati una band da instant album, lasciando intercorrere sempre tre anni tra una pubblicazione e l'altra: il seguito di "Funeral" del 2004 arrivò infatti con "Neon bible" nel 2007, così come a "The suburbs" del 2010 seguì - appunto - "Reflektor" nel 2013.