Credits: Marco Olivotto
Ci scrive il collega e amico Guido Biondi:
"E' stato segnalato da Repubblica e da Rockol il ritiro dalle televisioni del videoclip di 'Prendila così' dei Delta V. Il gruppo, sul suo sito, specifica che la casa discografica, la BMG, ha ricevuto una richiesta dalla vedova di Lucio Battisti. Sembra che la causa sia la scena dove la cantante Gi è seduta su un water, oltre al morto che compare nel filmato. Il clip come è tradizione dei Delta V, si ispira a diversi film, da Fargo ad altri, racconta con ironia il seppellimento di un cadavere. Insomma l'idea è ottima e il clip risulta gradevole. A questo punto c'è da chiedersi una cosa: fare una cover di un brano, a differenza di richiederne un 'sample' è legittimo. Diverso il discorso di un videoclip, terreno che si presta a diverse considerazioni e che deve aver spinto la multinazionale Bmg ad evitare uno scontro legale. Il punto è: ma questa non è una censura? Rispettando le opinioni della vedova Battisti, probabilmente molto lontana dal panorama contemporaneo della musica italiana, rimane il dubbio: il comportamento assunto dalla Bmg sarebbe stato il medesimo nei confronti di artisti di grosso calibro quali Ramazzotti, Ligabue o Vasco (che non appartengono alla Bmg ma serve per capire bene il punto)? Se l'artista non è una priorità dell'etichetta si tende a chiudere la partita senza neppure averla giocata. Ma immaginate se la cover l'avesse fatta Vasco... Forse una mezza pagina sul 'Corriere della Sera' sarebbe stato il minimo concesso alle ragioni dell'artista, ben supportate sicuramente dalla sua etichetta. Insomma, se condanniamo un videoclip per una scena che tante volte compare nei film di Almodovar, torneremmo indietro di vent'anni. Possibile che la Bmg non abbia ritenuto doveroso di tutelare i suoi artisti? O sono troppo piccoli per 'puntare i piedi'? Forse, la spiegazione più ragionevole è che è la stessa BMG a gestire il "catalogo" Battisti... A detta di 'Musica' di 'Repubblica' il disco è tra i migliori usciti in Italia negli ultimi mesi, il recensore ha anche scritto che 'probabilmente Battisti oggi rifarebbe così la canzone'. Ma al di là dei singoli giudizi, la vera notizia è che un colosso miliardario abbia scelto di non appoggiare e tutelare un gruppo di 'suoi' artisti e quindi, di fatto, di censurarli. Oggi è la vedova Battisti, alla quale va tutta la nostra compassione per la perdita del marito, ma domani potrebbe essere un senatore, un deputato...":
Rockol pubblica senza commento queste considerazioni di Guido Biondi, che personalmente condivido solo in parte, ma che sono comunque un utile contributo a una discussione che forse prima o poi bisognerà affrontare con attenzione. (FZ)
"E' stato segnalato da Repubblica e da Rockol il ritiro dalle televisioni del videoclip di 'Prendila così' dei Delta V. Il gruppo, sul suo sito, specifica che la casa discografica, la BMG, ha ricevuto una richiesta dalla vedova di Lucio Battisti. Sembra che la causa sia la scena dove la cantante Gi è seduta su un water, oltre al morto che compare nel filmato. Il clip come è tradizione dei Delta V, si ispira a diversi film, da Fargo ad altri, racconta con ironia il seppellimento di un cadavere. Insomma l'idea è ottima e il clip risulta gradevole. A questo punto c'è da chiedersi una cosa: fare una cover di un brano, a differenza di richiederne un 'sample' è legittimo. Diverso il discorso di un videoclip, terreno che si presta a diverse considerazioni e che deve aver spinto la multinazionale Bmg ad evitare uno scontro legale. Il punto è: ma questa non è una censura? Rispettando le opinioni della vedova Battisti, probabilmente molto lontana dal panorama contemporaneo della musica italiana, rimane il dubbio: il comportamento assunto dalla Bmg sarebbe stato il medesimo nei confronti di artisti di grosso calibro quali Ramazzotti, Ligabue o Vasco (che non appartengono alla Bmg ma serve per capire bene il punto)? Se l'artista non è una priorità dell'etichetta si tende a chiudere la partita senza neppure averla giocata. Ma immaginate se la cover l'avesse fatta Vasco... Forse una mezza pagina sul 'Corriere della Sera' sarebbe stato il minimo concesso alle ragioni dell'artista, ben supportate sicuramente dalla sua etichetta. Insomma, se condanniamo un videoclip per una scena che tante volte compare nei film di Almodovar, torneremmo indietro di vent'anni. Possibile che la Bmg non abbia ritenuto doveroso di tutelare i suoi artisti? O sono troppo piccoli per 'puntare i piedi'? Forse, la spiegazione più ragionevole è che è la stessa BMG a gestire il "catalogo" Battisti... A detta di 'Musica' di 'Repubblica' il disco è tra i migliori usciti in Italia negli ultimi mesi, il recensore ha anche scritto che 'probabilmente Battisti oggi rifarebbe così la canzone'. Ma al di là dei singoli giudizi, la vera notizia è che un colosso miliardario abbia scelto di non appoggiare e tutelare un gruppo di 'suoi' artisti e quindi, di fatto, di censurarli. Oggi è la vedova Battisti, alla quale va tutta la nostra compassione per la perdita del marito, ma domani potrebbe essere un senatore, un deputato...":
Rockol pubblica senza commento queste considerazioni di Guido Biondi, che personalmente condivido solo in parte, ma che sono comunque un utile contributo a una discussione che forse prima o poi bisognerà affrontare con attenzione. (FZ)
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