Soft On Demand, dall'Oriente con furore. E senza vestiti... - VIDEO

Giocare con la propria avvenenza, fino - talvolta - a trasformarla in un'arma è la prerogativa base del corporate pop, che sarà sì preconfezionato, ma che dai Monkees in poi ha comunque saputo dare qualche soddisfazione. E nel variegatissimo panorama di girl band abbiamo visto giocare sull'immagine in mille modi, dal girl power delle Spice Girls all'atteggiamento più sofisticato delle All Saints, passando per infinte altre variazioni sul tema - tantissime, e con un nobilissimo retaggio, quelle in chiave soul e r'n'b che hanno in TLC e Destiny's Child le epigoni più recenti. Le Soft On Demand, anche conosciute con l'acronimo di S.

O.D., hanno un concept molto meno elaborato. Sì, rispecchiano tutto sommato i canoni estetici k-pop/j-pop (il pop nipponico e coreano, universo a parte la cui punta dell'iceberg, da queste parti, risponde al nome di .PSY), ma non è su questo il grimaldello visivo usato per far breccia presso il pubblico. Le Soft On Demand suonano nude. Completamente nude.

Lo si vede nel video di "Let's get fight": le ragazze - circa una decina, in tutto, sezione fiati compresa - si esibiscono in un comunissimo set in studio senza niente addosso. Un collettivo naturista dedito alla performance art? O una mossa mediatica per polarizzare l'attenzione del pubblico tra Pussy Riot e Femen? Niente di tutto questo. Dietro le Soft On Demand si nasconde - nemmeno troppo, dato che ha la stessa ragione sociale, Soft On Demand appunto - un colosso dell'industria di intrattenimento per adulti, che con un fatturato annuo di oltre 150 milioni di dollari americani è la leader incontrastata nel settore sul mercato del Sol Levante.

Il video che seguiva è stato oscurato su intimazione di Google AdSense perché contiene immagini di nudità: potete vederlo a questo link di YouTube

Le esibizioni - anche dal vivo - in tenuta naturista non sono una novità per il pubblico nipponico: prima ancora che le Soft On Demand sdoganassero il full frontal in ambito pop, qualche anno prima la stessa idea la ebbe un ensemble di musica classica.

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Una gran trovata ideata dagli strateghi orientali del marketing per adulti? Non proprio. Correva l'anno 2008 e una band veronese indie-electro pop consegnò al Web la una clip di un brano - "Last" - che, pure in maniera più pudica (ma, direte, si sa, siamo in Italia...), si basava sullo stesso concept. Con, come valore aggiunto, una canzone più bella di quella delle Soft On Demand...

Il video che seguiva è stato oscurato su intimazione di Google AdSense perché contiene immagini di nudità: potete vederlo a questo link di YouTube
 

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