Henry Rollins, ultimamente più a suo agio nell'ambito "spoken word" che con una band alle spalle, ha fatto intendere che presto potrebbe tornare attivamente a fare musica. L'ex frontman dei semileggendari Black Flag, intervistato da un Website statunitense nel corso della sua serie di esibizioni "Shock and awe, my ass" ("shock and awe" era il nome dato all'attacco USA alle truppe irachene di Saddam, "my ass" in questo caso non significa "il mio cu*o" bensì "col ca**o"), pur non entrando in particolari ha ben manifestato il suo proposito. Dice Rollins: "Per questa estate ho in programma un altro progetto, tutta la gente è al suo posto e sono tutti a bordo. Devo solo spingere il bestiame dentro il recinto, schiaffare tutti in sala-prove. E' tutta gente che ha già suonato con me, però non hanno mai suonato l'uno con l'altro. Il legame sono io. Sulla carta sembra una cosa veramente cool, anche se poi non si sa mai. Affitteremo uno studio per una settimana, andremo lì e faremo un sacco di suoni orrendi. E se sarà orribile in una bella maniera, proseguiremo. Se invece dovesse essere una schifezza, ci faremo una bella risata, diremo che ci abbiamo provato ed ognuno se ne andrà via per i fatti suoi". Il cantante statunitense (nato il 13 febbraio '61), durante lo "Shock and awe, my ass", si è anche esibito in alcune basi militari dell'esercito USA. Una mossa apparentemente sorprendente, se si considerano le sue idee anti-imperialiste e decisamente contrarie al presidente Bush. "E andrò in una base anche in aprile", ha detto Rollins, il quale ha specificato che così facendo non intende certo appoggiare la politica estera di Bush. Il suo intento, raccontando storie e con battute, è quello di convincere le platee militari che il popolo americano ama i propri soldati ma preferisce vederli a casa e non impegnati in quel genere di missioni.
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