Addio ad Alexander Shulgin, il papà dell'ecstasy e MDMA

E' mancato la sera del 2 giugno, all'età di 88 anni, Alexander "Sasha" Shulgin dopo una battaglia con un tumore al fegato. Lo ha annunciato la moglie tramite Facebook.

Shulgin, sebbene non fosse assolutamente un musicista, ma un farmacologo, ha avuto una grande influenza - indirettamente - sulla scena musicale mondiale negli ultimi 30 anni come minimo. E' infatti il papà (lo scopritore) dell'MDMA, sostanza psicotropa comunemente detta ecstasy.
A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, infatti, la diffusione di questa droga per scopi ricreativi ha caratterizzato, a volte in maniera molto marcata, alcuni filoni musicali - pensiamo, ad esempio, alla scena di Manchester dell'ultimo periodo dell'Hacienda e alla commistione tra rock, post punk, dance e club culture (citiamo solo gli

Happy Mondays, per brevità).

Shulgin sintetizzò l'MDMA nella sua forma più pura, per la prima volta, nel 1976 e coinvolse l'amico terapista Leo Zeff nei test della sostanza che pareva fare meraviglie in determinate circostanze di analisi e su pazienti con certi problemi psicologici. Per diverso tempo, in effetti, l'MDMA fu considerata un farmaco quasi miracoloso nell'area della psicoterapia, capace di aiutare certi pazienti a fare progressi rapidi che altrimenti avrebbero richiesto anni di lavoro e terapia.

Pare che Shilgin, vero pioniere e sperimentatore nel campo delle sostanze psicotrope e psicoattive, ne abbia sintetizzate oltre 200 diverse nella sua carriera - testandole tutte di persona, sulla moglie e sugli amici volontari.


 
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