Annie Lennox si mette a nudo in ‘Bare’ (15 aprile 2003)
E’ un ritorno molto atteso, quello di Annie Lennox. La (ex?) cantante degli Eurythmics è assente dalle scene da 8 anni come solista. Dall’album di cover “Medusa” (1995) è tornata sui palchi per la reunion con Dave Stewart negli Eurythmics per “Peace” e per il relativo tour del 1999. Poi, una pausa interrotta da questo nuovo album, “Bare”, il primo di materiale originale dagli esordi come solista con “Diva” (1992).
“Molti artisti parlano delle loro esperienze, ma non sempre ciò che dicono corrisponde alla realtà. Non posso definirlo come un album autobiografico, ma è ovvio che nasce da me e dalle corde della mia anima”: nelle note fornite dalla casa discografica, la cantante presenta così al pubblico il suo lavoro, che fin dal titolo, traducibile con “Nuda”, si rivela come un disco molto sofferto. “Le canzoni parlano di emozioni negative, devo ammetterlo. In un certo senso questo album andrebbe più collocato in uno scaffale di libri di auto-guarigione di una libreria che in un negozio di musica”. La musica come terapia, quindi.
Oggi, 15 aprile, Rockol ha potuto ascoltare cinque canzoni del disco, prodotto da Stephen Linson e in uscita il 12 giugno (vedi news): il singolo “Pavement cracks”, “A 1000 beautiful things”, “Loneliness”, “Honestly” e “Bitter pill”. Tra le canzoni ascoltate colpisce soprattutto la prima, che parte come una ballata per poi diventare più ritmata, aprendosi su un crescendo chitarristico, con una progressione che ricorda certe cose degli Eurythmics. Una struttura per certi versi rispettata anche da “Lonelyness” (anch’essa molto anni ’80). Meno convincente le ballata “A 1000 beautiful things”, così come “Honestly” (anche questa, peraltro, contraddistinta da un pregevole crescendo). “Bitter pill” è invece la canzone più “nera”, con una ritmica funky dai suoni ancora una volta molto retrò. In tutti brani, comunque, la Lennox dispiega la sua voce in tutta la sua ampiezza di tonalità e coloriture, riaffermandosi come una delle interpreti femminili dotate di più personalità.
Annie Lennox è attualmente in tour (si tratta del primo vero giro di concerti come solista): sarà in concerto a Milano il 19 maggio al teatro Smeraldo ed il 20 all’Auditorium di Roma. Ecco la tracklist di “Bare”:
“A 1000 beautiful things”
“Pavement cracks”
“The hurting time”
“Honestly”
“Wonderful”
“Bitter pill”
“Loneliness”
“The saddest song”
“Erased”
“Twisted”
“Oh god”
E’ un ritorno molto atteso, quello di Annie Lennox. La (ex?) cantante degli Eurythmics è assente dalle scene da 8 anni come solista. Dall’album di cover “Medusa” (1995) è tornata sui palchi per la reunion con Dave Stewart negli Eurythmics per “Peace” e per il relativo tour del 1999. Poi, una pausa interrotta da questo nuovo album, “Bare”, il primo di materiale originale dagli esordi come solista con “Diva” (1992).
“Molti artisti parlano delle loro esperienze, ma non sempre ciò che dicono corrisponde alla realtà. Non posso definirlo come un album autobiografico, ma è ovvio che nasce da me e dalle corde della mia anima”: nelle note fornite dalla casa discografica, la cantante presenta così al pubblico il suo lavoro, che fin dal titolo, traducibile con “Nuda”, si rivela come un disco molto sofferto. “Le canzoni parlano di emozioni negative, devo ammetterlo. In un certo senso questo album andrebbe più collocato in uno scaffale di libri di auto-guarigione di una libreria che in un negozio di musica”. La musica come terapia, quindi.
Oggi, 15 aprile, Rockol ha potuto ascoltare cinque canzoni del disco, prodotto da Stephen Linson e in uscita il 12 giugno (vedi news): il singolo “Pavement cracks”, “A 1000 beautiful things”, “Loneliness”, “Honestly” e “Bitter pill”. Tra le canzoni ascoltate colpisce soprattutto la prima, che parte come una ballata per poi diventare più ritmata, aprendosi su un crescendo chitarristico, con una progressione che ricorda certe cose degli Eurythmics. Una struttura per certi versi rispettata anche da “Lonelyness” (anch’essa molto anni ’80). Meno convincente le ballata “A 1000 beautiful things”, così come “Honestly” (anche questa, peraltro, contraddistinta da un pregevole crescendo). “Bitter pill” è invece la canzone più “nera”, con una ritmica funky dai suoni ancora una volta molto retrò. In tutti brani, comunque, la Lennox dispiega la sua voce in tutta la sua ampiezza di tonalità e coloriture, riaffermandosi come una delle interpreti femminili dotate di più personalità.
Annie Lennox è attualmente in tour (si tratta del primo vero giro di concerti come solista): sarà in concerto a Milano il 19 maggio al teatro Smeraldo ed il 20 all’Auditorium di Roma. Ecco la tracklist di “Bare”:
“A 1000 beautiful things”
“Pavement cracks”
“The hurting time”
“Honestly”
“Wonderful”
“Bitter pill”
“Loneliness”
“The saddest song”
“Erased”
“Twisted”
“Oh god”
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