Enzo Jannacci, con il dolore nel cuore: ''Uomo a metà', il mio disco più bello' (14 febbraio 2003)
E' stato presentato oggi a Milano, agli studi Officine Meccaniche di Mauro Pagani, "Uomo a metà", il nuovo disco di Enzo Jannacci prodotto, oltre che dallo stesso cantautore, anche dal figlio Paolo e dal celebre violino della PFM: "Non ho mai fatto un disco così bello", ha quasi subito precisato la voce meneghina non senza un pizzico di commozione, "E' un album, questo 'Uomo a metà', che sfortunatamente ha coinciso con la dipartita di molti amici. E' molto acustico, sussurrato, molto introspettivo. Tuttavia, l'intesa che io, mio figlio Paolo e Mauro abbiamo trovato per registrare questo disco è stata un qualcosa di unico". "Ho cercato di essere quanto più 'trasparente' possibile nel mio lavoro di produttore", ha ammesso Mauro Pagani, "Perché le canzoni erano così belle che meritavano attenzione. Per me, che provengo dal rock, i brani di 'Uomo a metà' sono un qualcosa di unico, che ha il potere di commuovermi al primo ascolto. Paolo, poi, nello scrivere gli arrangiamenti orchestrali, è stato bravissimo". "E' stata con una certa soggezione che mi sono accostato alla stesura degli arrangiamenti", ha timidamente ammesso Paolo Jannacci: "Sapevo che lavorare con personalità come quelle di Enzo e Mauro, artisti con un'esperienza ed una sensibilità incredibile, non sarebbe stata cosa facile. Ma, miracolosamente, siamo riusciti ad interagire senza pestarci i piedi a vicenda, valorizzando l'un l'altro i nostri aspetti più creativi". "La cosa che mi fa piacere, poi", ha aggiunto Mauro Pagani, "E' che questo disco, ed il precendete 'Come gli aereoplani' (pubblicato nel 2001) abbiano segnato la riscoperta, da parte di una certa discografia italiana, di un grande autore come Enzo Jannacci, uno dei pilastri della musica italiana, spesso ignorato da un'industria dell'intrattenimento miope e ignorante che non lo considerava perché 'poco radiofonico'". Quando il discorso cade, subito dopo la raccolta (Jannacci al pianoforte e voce, Paolo alla fisarmonica e Mauro Pagani al violino) ed intensa esibizione live dei brani "Maria" e "Uomo a metà", sulla scomparsa di Giorgio Gaber, quasi amico d'infanzia dell'autore di "Ho visto un re", Enzo a stento riesce a trattenere la commozione: "Non sono ancora abbastanza lucido per dire qualcosa di sensato sulla dipartita di Giorgio. Tutto quello che posso raccontarvi, è che le persone che hanno preso parte alle sue commemorazioni, in tv, erano sincere. Non c'era ipocrisia o voglia 'di sfilare' da parte di nessuno: chiunque fosse stato presente, ad esempio, alla puntata speciale del 'Maurizio Costanzo Show' a lui dedicata, era lì per un buon motivo, o per dire qualcosa di intelligente o per partecipare col cuore".
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