Mondo Marcio racconta 'Nella bocca della tigre': 'Non un disco di cover'

Mondo Marcio racconta 'Nella bocca della tigre': 'Non un disco di cover'

Sarà consegnato al mercato martedì 15 aprile "Nella bocca della tigre", il nuovo album in studio di Mondo Marcio. Il disco, scritto ed interamente prodotto dallo stesso rapper milanese, incorpora in ognuna delle sue tracce il campionamento di un brano di Mina scelto tra l'infinito repertorio della "Tigre di Cremona" (è proprio dal soprannome coniato per Mina dalla giornalista Natalia Aspesi che deriva il titolo del disco): si tratta di un intero album nel quale ogni singola canzone è una rielaborazione in chiave rap di un vecchio brano di Mina. "Non cover, quindi, ma canzoni che nascono sopra e insieme ad altre canzoni", ci tiene a precisare sin da subito Mondo Marcio, che abbiamo raggiunto telefonicamente per farci raccontare come ha preso piede il progetto. Che è nato quasi per gioco, come spiega lo stesso rapper: "Nella primavera dello scorso anno stavo lavorando a quello che sarebbe stato il mio nuovo disco e avvertivo l'esigenza di dare alla luce qualcosa di nuovo e di mai sentito, almeno qui in Italia. Avevo voglia di sperimentare. In uno dei provini dei brani che avevo registrato era presente un campione di 'Un bacio è troppo poco', che Mina pubblicò nel 1965, ed è proprio da quel provino e da quel campione che è nato questo progetto".

Poche volte, in cinquantasei anni di carriera, Mina ha accettato la proposta, da parte di un altro artista, di utilizzare campioni dei suoi brani: lo ha fatto nel 2002 (quando Elvis Costello campionò proprio "Un bacio è troppo poco" e lo inserì nel brano "When I was cruel"), nel 2005 (quando un campionamento di "Amante amore" venne incluso nel brano "Feel like a woman" della cantante statunitense Joanna Cassino) e, più recentemente, nel 2013 (quando Stefano "Stylophonic" Fontana ha utilizzato un campione della voce di Mina per un brano contenuto all'interno dell'album "Boom!"); ciò che rende "Nella bocca della tigre" un progetto originale e sorprendente (al di là dell'uso dei campionamenti) è, tuttavia, il suo voler congiungere l'Universo pop di Mina (il simbolo della musica leggera italiana) con quello rap di Mondo Marcio: "Io e il mio team di collaboratori sapevamo bene di tentare un salto nel buio proprio perché in pochi erano riusciti ad ottenere il consenso di Mina; poco dopo averle mandato 'Un bacio è troppo poco' ho ricevuto una sua chiamata: era rimasta talmente entusiasta dall'ascolto del brano che mi ha proposto di fare la stessa cosa con altri brani del suo repertorio: a colpirla è stata proprio l'originalità del progetto". Dopo aver ottenuto il lasciapassare dalla cantante Mondo Marcio è stato impegnato nella selezione dei brani da utilizzare per il disco e, in un secondo momento, nella loro riscrittura: "L'idea era quella di non scegliere i tormentoni e i grandi successi, proprio perché questo disco è il nuovo disco di Mondo Marcio, non un'operazione commerciale o un disco-tributo. Ho studiato a fondo tutta la discografia di Mina, che comprende circa settanta album in studio, scegliendo i pezzi con i quali mi trovavo meglio a livello di scrittura e di musicalità, per poi riscriverli cercando di rimanere me stesso".

Non sembra temere il giudizio dei "puristi" (che potrebbero rimproverargli il fatto di aver unito due generi, così distanti tra loro, come il pop e il rap), Mondo Marcio, ed è lui stesso a dichiararlo: "Sono profondamente convinto del risultato finale: 'Nella bocca della tigre' non vuole essere un'operazione commerciale, ma il nuovo album in studio di Mondo Marcio. E' un disco genuino, vero, che racconta la mia storia, quella di un uomo che ha saputo arrangiarsi e cavarsela da solo. Per molti l'hip hop è una musica per ragazzini, quando in realtà è la voce per chi la voce non ce l'ha. Sono cresciuto senza una figura paterna in casa e ho sostituito quella figura con le storie che i rapper statunitensi raccontavano nei loro pezzi: storie di uomini capaci di cavarsela solamente con le proprie forze, appunto".

Per mezzo di un comunicato stampa, Massimiliano Pani (figlio di Mina nonché suo produttore musicale) ha raccontato il progetto visto dalla prospettiva della diretta interessata: "L'intervento di Mondo Marcio rispetto al file originale di 'Un bacio è troppo poco', è stato creativo rispetto ai vari remix che ci vengono proposti di tanto in tanto (dove al di là di un giro di basso e una batteria non c'è un apporto creativo): Marcio ha preso quel file, quel sample cantato da Mina, e ne ha fatto altro. Da lì è partita la disponibilità dell'artista stessa. Mondo Marcio è stato veramente bravo perché ha selezionato tra centinaia e centinaia di canzoni quelle che secondo lui erano più adatte al suo scopo: non ha voluto fare del progetto un'operazione furba ma ha scelto dei pezzi che gli hanno permesso di costruire un racconto. E' stata un'operazione massiccia, un intervento massiccio di un'artista sul lavoro di un altro artista".

(di Mattia Marzi)

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