Roger Waters, cronaca di due giornate italiane

Roger Waters, cronaca di due giornate italiane

Un tuffo nella memoria pieno di emozioni quello vissuto da Roger Waters ad Anzio tra il 17 e il 18 febbraio, in occasione delle iniziative organizzate per i 70 anni dallo sbarco alleato, che hanno preso il titolo “Se vuoi la Pace prepara la Pace”. Nel pomeriggio di lunedì, lontano da occhi indiscreti, l'ex bassista dei Pink Floyd si è recato al fosso della Moletta, in via dei Pontoni, luogo in cui è rimasto vittima dei tedeschi suo padre Eric Fletcher quella famosa mattina del 18 febbraio 1944 e dove Waters ha inaugurato un monumento di forma circolare, al centro del quale ha posto una giovane pianta di ulivo. Insieme a lui, il sindaco di Aprilia e alcune autorità militari italiane e straniere ma soprattutto i suoi due "angeli", il veterano Harry Shindler e l'editore ascolano Emidio Giovannozzi, che con la loro ricerca hanno permesso di far luce sulle ultime ore di vita di suo padre Eric Fletcher Waters.

Shindler, nonostante abbia superato novant'anni, ha un passo deciso ma soprattutto tanti lucidi ricordi e voce ferma e decisa; la tenacia con cui ha svolto le ricerche di quella battaglia nella quale è sopravvissuto nel 1944, hanno permesso all'ex leader dei Pink Floyd di chiudere definitivamente il dolore per la perdita del padre avvenuta quando aveva appena 5 mesi di vita, segnando indelebilmente la sua crescita umana e artistica. Waters ha avuto anche un incontro in forma privata con le autorità locali nella sede del Comune di Aprilia, dove si è dimostrato cordiale e disponibile con tutti i presenti, colpiti dalla sua personalità e dall'innegabile carisma, intatto nonostante le sue settanta candeline.

Il vero bagno di folla per il musicista è avvenuto però il giorno dopo ad Aprilia presso l'auditorium della scuola dedicato a Carlo e Nello Rosselli, dove ha incontrato studenti e pubblico. Fuori dall'istituto i suoi fan hanno potuto seguire l'evento grazie ad alcuni schermi; molti di loro si sono offesi per quel cancello chiuso, definito come un "muro" tra loro e l'artista che di muri ne ha fatti cadere tanti fino ad oggi e si sono dovuti accontentare di vedere a poche decine di metri il loro idolo durante la cerimonia di inaugurazione del monumento ai caduti senza sepoltura dello sbarco, una stele che rimarrà a futura memoria all'interno della scuola di via Carroceto. Fuori dall'istituto era stato allestito un gazebo all'interno del quale veniva apposta su una cartolina uno speciale annullo postale che sarà disponibile ancora per pochi giorni prima di essere distrutto. Al fianco del musicista Harry Shindler, nei confronti del quale il suo affetto e la premura erano tangibili con gesti e sguardi che lo hanno mostrato fortemente umano e sensibile, così diverso da quella persona dispotica come è sempre stato descritto all'interno dello show business. Davanti a noi non c'era la rockstar ma un uomo che ha mostrato a tutti di essere nudo, fragile ed emozionato. Nell'attimo stesso in cui ha posato il palmo della mano sul monumento dedicato a suo padre e a tutte le vittime di quel massacro, tutti i presenti si sono fermati e intorno a lui sono scesi il silenzio e anche tante lacrime.

Subito dopo Waters è tornato nell'auditorium della scuola per un incontro con i giornalisti. In ritardo rispetto alla tabella di marcia, ha raggiunto subito Villa Sarsina, la splendida sede del comune di Anzio, all'ingresso della quale era stato creato un corridoio transennato con tanto di tappeto rosso, dove i suoi fan in cerca di un improbabile autografo lo attendevano sin dalle prime ore del mattino. La città era letteralmente tappezzata di manifesti e cartelloni con la scritta Welcome Roger, a testimonianza di quanto fosse sentito l'evento nella cittadina laziale.

Waters si è seduto a fianco del sindaco alla presenza dei componenti dell'amministrazione locale e di un numero ristretto di invitati e di giornalisti, raccogliendo con emozione la cittadinanza onoraria della città di Anzio. Al termine della cerimonia ha ricordato di quel veterano che in uno dei recenti concerti di "The Wall" in terra statunitense lo aveva emozionato con la frase "Tuo padre sarebbe stato orgoglioso di te": seguito dallo sguardo attento e fiero di sua moglie, mentre indossava la medaglia d'oro tra gli applausi dei presenti, Roger sentiva l'orgoglio di avere avuto un padre come Eric Fletcher Waters. Nel tardo pomeriggio il terzo e ultimo impegno della giornata, quello meno seguito dai media nazionali ma non meno importante. Alle 18 si è recato all'Università Americana di Roma, dove gli è stata conferita la laurea honoris causa dal rettore Richard Hodges e dove ha incontrato gli studenti, ai quali ha voluto portare il suo saluto e le sue esperienze di vita.

(testo e foto a cura di The Lunatics)

I Lunatics - Stefano Tarquini (alias "Mr.Pinky"), Nino "Mr. Floyd" Gatti, Riccardo Verani, Stefano Girolami e Danilo Steffanina - sono un club virtuale che raggruppa alcuni tra i maggiori appassionati e collezionisti italiani dei Pink Floyd. Il collettivo, che ha un suo sito Internet, ha pubblicato nel 2013 per Giunti il libro "Pink Floyd - Storie e segreti", appena ristampato e da cui prende spunto una mostra che il 29 e 30 marzo verrà allestita presso l'Hotel Atlantic di Borgaro Torinese.

Dall'archivio di Rockol - Roger Waters ricostruisce il muro
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