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NEWS   |   Italia / 29/01/2014

Sanremo 2014: scherzo di Fiorello e Renzo Rubino fa esplodere un (falso) allarme

Sanremo 2014: scherzo di Fiorello e Renzo Rubino fa esplodere un (falso) allarme

Non uno scandalo, potenzialmente capace di espellere (così come previsto dal regolamento del concorso canoro, che proibisce la pubblica diffusione di un'opera in gara nella categoria maggiore prima dell'inizio della manifestazione) un artista dal prossimo Festival di Sanremo, ma solo uno scherzo: Renzo Rubino, questa mattina ospite di Edicola Fiore, durante una sua breve esibizione al pianoforte ha eseguito alcuni secondi di un brano identificato dal cantante e dal conduttore come "Ora", uno dei due brani che l'artista porterà in gara al prossimo Festival della Canzone Italiana. "Io mi sento un fiore, voglio respirare", ha intonato il cantautore dopo che lo showman gli ha chiesto di accennare qualche secondo di uno dei suoi due brani sanremesi. Il video, che è stato caricato da Fiorello questa mattina sul suo canale YouTube ufficiale (e che trovate più sotto), ha fatto il giro del web e molti hanno cominciato ad interrogarsi sulle sorti di Renzo Rubino (che rischierebbe l'esclusione).





Per la verità - e come facilmente sarebbe stato possibile intuire dal verso cantato ("Fiore" è il soprannome di Fiorello, presente anche nel titolo del programma condotto dallo showman siciliano: coincidenza piuttosto sospetta) - il brano eseguito non è uno dei due che Rubino porterà all'Ariston, ma una canzone - inedita, questo sì - intitolata "Mio" e presente nel disco che il cantante spedirà sul mercato in concomitanza col prossimo festival di Sanremo, "Secondo Rubino".

Certo che il nostro mestiere va sempre più in vacca. Comincia a girare la voce che Renzo Rubino abbia cantato pubblicamente un frammento di una delle sue due canzoni di Sanremo, e la rete si riempie di notizie allarmate e scandalistiche (e purtroppo non solo su blog e social network, ma anche su testate regolarmente registrate in tribunale, e quindi, si suppone, per le quali lavorano dei professionisti dell’informazione). Bene: possibile che a nessuno sia venuto in mente di chiedere conferma agli interessati, prima di scrivere dell’ipotetico scandalo? Si chiama “controllo delle fonti”, è alla base del nostro mestiere. E se ci occupiamo di musica per mestiere, abbiamo i numeri di telefono e i contatti delle persone da chiamare. Rockol l’ha fatto, e ha avuto la risposta. Gli altri no. (fz)

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