Addio a Pete Seeger

Pete Seeger, cantautore, studioso e divulgatore del folk americano, è morto ieri all'età di 94 anni al New York Presbyterian Hospital: la scomparsa dell'artista è stata confermata da uno dei suoi nipoti, Kitama Cahill Jackson.

Il decesso di Seeger, ha assicurato Jackson, è avvenuto per cause naturali.
Attivo fino all'ultimo - solo lo scorso mese di settembre si era esibito dal vivo al Farm Aid al Saratoga Performing Arts Center di Saratoga Springs, New York, al fianco di tra gli altri Wille Nelson, Neil Young, John Mellencamp e Dave Matthews, Segeer nel luglio del 2013 perse la moglie Toshi, con la quale era sposato esattamente da settant'anni. Noto, oltre che la sua attività di autore, performer e studioso, anche per il suo attivismo politico, l'artista nel 2011 aderì al movimento Occupy Wall Street, per il quale si esibì da vivo per strada a Columbus Circle, nella Grande Mela, insieme a Arlo Guthrie, David Amram e altri. Sempre nello stesso periodo contribuì alla realizzazione di "Chimes of freedom: songs of Bob Dylan honoring 50 years of Amnesty International", registrando una versione spoken word di "Forever young" insieme a un coro di voci bianche.

A riportarlo all'attenzione del grande pubblico rock fu, nel 2006, Bruce Springsteen, che gli dedicò l'album - nel quale, curiosamente, non figurava nemmeno un brano composto da Seeger - "We shall overcome: the Seeger sessions".

Eppure, nonostate fosse rimasto piuttosto defilato rispetto allo stardom musicale d'oltreoceano, come autore l'artista nato nel 1919 a Manhattan scrisse alcune delle pagine più importanti del rock a stelle e strisce e non solo, come "If I had a hammer" (resa poi celebre in Italia nel 1963 da Rita Pavone con il titolo "Datemi un martello" e con un testo molto meno politico rispetto all'originale) e "Turn! Turn! Turn!", brano portato al successo dai Byrds nel '65. Come studioso dello sterminato corpus folk nordmericano il suo più grande successo, se così si può dire, fu "We shall overcome", brano basato sulla struttura di "I'll overcome someday" del compositore afroamericano Charles Albert Tindley, che nel '48 fu codificato da Seeger e pubblicato sul suo People's Songs Bulletin, organo ufficiale dell'associazione musicilogica che co-fondò nel 1945 insieme a Alan Lomax e Lee Hays: la canzone fu adottata, anni dopo, dai movimenti per i diritti civili come inno ufficiale, e resa universalmente celebre dalle interpretazioni di - tra gli altri - Joan Beaz e Bob Dylan.

Tra i primi a ricordare pubblicamente Seeger è stato Tom Morello, già chitarrista dei Rage Against the Machine - ora impegnato con la E Street Band di Bruce Springsteen - da sempre grande fan dell'artista, e Mark Eitzel.






Nato a Patterson, New York,   il 3 maggio del 1919 da una famiglia di idee progressiste (il padre  Charles Seeger è un musicologo, la madre  Constance Edson una violinista e concertista), Pete Seeger inizia a interessarsi giovanissimo alla musica così come al giornalismo. Studente alla Harvard University insieme a John Kennedy e da subito coinvolto come attivista nelle lotte sindacali dell'epoca,  lascia gli studi prima del diploma per dedicarsi anima e corpo alla  musica  dopo avere incontrato Huddie Ledbetter, in arte Leadbelly, e Woody Guthrie, dal lui conosciuto a un concerto di beneficenza per i lavoratori migranti della California. E' Guthrie a spingerlo a scrivere canzoni, che interpreta accompagnandosi alla chitarra acustica e soprattutto al banjo. Con altri musicisti  i due formano gli Almanac Singers, gruppo di successo e fortemente politicizzato che Seeger è tuttavia costretto ad abbandonare nel 1942 quando viene chiamato a prestare  servizio militare nell'area del Pacifico. Dopo la guerra riprende l'attività contribuendo alla fondazione della rivista Sing Out! e, nel 1948, dei Weavers con Hays, Ronnie Gilbert e Fred Hellerman. Con brani quali "This land is your land" di Guthrie, "Goodnight, Irene" di Leadbelly e "Wimoweh" ("Te lion sleeps tonight", rielaborazione di un canto tradizionale sudafricano) il gruppo diventa popolarissimo, ma durante la "caccia alle streghe" istigata dal senatore McCarthy la sua militanza nel partito comunista  spinge Seeger davanti al Comitato delle Attività Antiamericane che lo condanna a un anno di detenzione. Dopo lo scioglimento dei Weavers nel 1953 (la band si riformerà saltuariamente negli anni successivi), il musicista continua l'attività come solista in un clima di crescente ostilità da parte dell'establishment, subendo il bando di molti programmi radiofonici e televisivi, così come di molti promoter di concerti. Il vento cambia con il folk revival dei primi anni '60, quando interpreti come il Kingston Trio e Peter, Paul and Mary ottengono grande successo grazie a sue composizioni (rispettivamente  "Where have all the flowers gone" e "If I had a hammer"); a metà decennio sono i Byrds a portate il suo nome all'attenzione del pubblico giovane grazie a versioni elettrificate di "Turn! Turn! Turn!" (rielaborazione di un passaggio del libro dell'Ecclesiaste) e di "Bells of Rhimney" che contribuiscono alla definizione del nuovo genere chiamato folk rock. La sua presenza sulla scena politica, sociale e musicale resta molto rilevante per tutto il decennio: Seeger partecipa alle marce della pace di Martin Luther King a Selma, in Alabama e a Washington D.C., regalando al movimento dei diritti civili il suo inno ("We shall overcome", adattamento di un antico brano gospel), e poi alle manifestazioni di protesta contro la guerra in Vietnam (a cui dedica un altro dei suoi brani più celebri, "Waist deep in the big Muddy"). Sempre attento alle evoluzioni della politica e della società e votato anche alle cause ambientaliste, negli anni '80 e '90 Seeger è spesso in tour con il figlio di Guthrie, Arlo. Nel 1993 riceve un Grammy alla carrriera (altri tre seguiranno nel '97, nel '99 e nel 2011), nel 1994 è il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton a consegnargli l'alta onorificenza della  National Medal of Arts mentre il 1996 è l'anno dell' ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame e dell'album di  Bruce Springsteen "We shall overcome: The Seeger sessions", ispirato alla sua figura e al suo repertorio.  Nel gennaio del 2009, i due si esibiscono insieme a Washington durante la cerimonia di inaugurazione della presidenza di Barack Obama, mentre il 3 maggio dello stesso anno al Madison Square Garden di New York ha luogo un grande concerto di celebrazione del novantesimo compleanno del leggendario folk singer, cui partecipano oltre a Springsteen artisti quali Joan Baez, Roger McGuinn, Dave Matthews, John Mellencamp, Ani DiFranco ed Emmylou Harris.  Nel 2013 muore la moglie Toshi, al suo fianco per settant'anni.  Gli sopravvive la sorellastra musicista Peggy mentre il fratellastro Mike, anche lui musicista di grande valore e fondatore dei New Lost City Ramblers, era scomparso nel 2009.

 
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