La storia degli Sham 69 è semplice agli esordi e molto complicata in epoca più recente. Band di riferimento del primo punk, molto amata ma anche controversa per presunti coinvolgimenti nell'estrema destra, coinvolgimenti in realtà mai esistiti ed anzi avversati dal gruppo, gli Sham di Jimmy Pursey, fondati nel 1976, si sono sciolti una prima volta già nel 1979. Riportati in vita nel 1987, e poi ancora nel 1995 con line-up discutibili, nel 2006, quando era tutto pronto per il tour per il trentesimo anniversario, un nuovo crac con Pursey da una parte e gli altri dall'altra. Un'occasione d'oro gettata via. Poi il ridicolo: due formazioni entrambe chiamate Sham 69 per un tira-e-molla di diritti. Solo nel luglio 2011 un po' di chiarezza, con Jimmy che torna assieme ai membri originali Parsons e Tregunna. Ricominciano i concerti. Ragazzi neanche nati ai tempi di "Tell us the truth" che cantano, spalla a spalla con emozionati cinquantenni, gli inni punk "Rip off", "Borstal breakout" e "George Davis is innocent".
Adesso, a quanto pare, il primo vero album degli Sham 69 da "The game" del 1980. E' dall'inizio del corrente mese, infatti, che chi segue Jimmy su Facebook viene di tanto in tanto piacevolmente bombardato con post su "The evolution of punk", che dovrebbe essere il titolo del disco in arrivo. Finora Pursey si è - più che altro - divertito a postare vecchie e nuove foto e vecchi e nuovi video degli Sham. Ma,
visto che i post si fanno più insistenti, difficile non pensare che finalmente non sia in arrivo l'annuncio del sospirato disco.