David Crosby, la collaborazione con Mark Knopfler un'idea dei promoter italiani

David Crosby, la collaborazione con Mark Knopfler un'idea dei promoter italiani

Intervistato da Sylvie Simmons per il numero di febbraio di Mojo attualmente in edicola, David Crosby racconta che l'idea di coinvolgere Mark Knopfler nella realizzazione del nuovo album "Croz" in uscita la settimana prossima gli è stata suggerita dai suoi promoter italiani.

"E' vero", conferma a Rockol Mimmo D'Alessandro, titolare con Adolfo Galli dell'agenzia live D&G che cura in Italia tanto i concerti di Crosby che quelli dell'ex leader dei Dire Straits. "David per noi è diventato come un amico di famiglia. Ci trovavamo con lui a Los Angeles quando, sapendo del suo nuovo progetto solista, gli abbiamo lanciato l'idea che lui ha subito accolto con entusiasmo. E' piaciuta anche a Knopfler e al suo manager Paul Crockford, con cui ne abbiamo parlato durante l'ultimo tour che abbiamo fatto insieme. Anche con Mark abbiamo un bellissimo rapporto che prosegue dagli anni '90".

Nell'intervista a Mojo, Crosby spiega che l'idea originale era di scrivere un pezzo insieme: "Mark in realtà non fa questo genere di cose ma potrebbe suonare la chitarra su qualche pezzo", fu la risposta del suo manager secondo quanto riferito al mensile inglese dal settantaduenne musicista californiano. Da lì è nata la collaborazione a distanza concretizzatasi nel brano "What's broken".

"E' una canzone fantastica e Crosby ne è felicissimo", racconta D'Alessandro. "E noi anche: non siamo nuovi a cose del genere, siamo recidivi. Fummo noi a fare incontrare Zucchero e Miles Davis, Pino Daniele e Randy Crawford. E lo stesso Crosby con Enzo Avitabile, per il film documentario di Jonathan Demme". "Con David ci incontriamo spesso. Proprio l'altra sera Adolfo era a cena a casa sua, e venerdì li raggiungerò anch'io a Los Angeles. Galli vede Crosby più spesso di quanto veda me".

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