Bologna, addio a Claudio Abbado

E' morto oggi a Bologna il direttore d'orchestra Claudio Abbado: nato a Milano nel 1933 e nominato senatore della Repubblica per nomina presidenziale solo lo scorso 30 agosto, il Maestro era da tempo malato. Messosi in luce già da giovanissimo - nel '58 si classificò primo al concorso Koussevitsky a Tanglewood, negli USA, per debuttare solo due anni dopo al teatro La Scala, di Milano, considerata universalmente il tempio mondiale della lirica - Abbado fu nominato direttore della storica sala meneghina nel '68, rimanendo in carica fino al 1986. Le sue bacchette coordinarono le esibizioni di alcune tra le più famose orchestre del mondo: dopo essere stato nominato nel '71 direttore dei Wiener Philharmoniker, tra il '79 e l''87 fu a capo della London Symphony Orchestra, tra l''86 e il '91 della Staatsoper di Vienna e tra l''89 e il 2002 dei Berliner Philharmoniker.

Con Luciano Pavarotti, il tenore italiano più famoso al pubblico generalista, Abbado iniziò a collaborare già nel '66, per l'allestimento dei "Capuleti e Montecchi" di Vincenzo Bellini al Piccola Scala, sempre nel capoluogo lombardo: il sodalizio si rinnoverà già l'anno successivo, per la "Messa di Requiem" di Giuseppe Verdi, al teatro Lirico di Firenze, per poi ripetersi in più occasione nella seconda metà degli anni Settanta.

Due i Grammy Awards vinti dal Maestro nel corso della sua carriera: il primo nel '97 nella categoria "Best Small Ensemble Performance" per "Kammermusik No. 1 With Finale 1921, Op. 24 No. 1" di Paul Hindemith e nel 2006 nella categoria "Best Instrumental Soloist Performance (with Orchestra)" per aver diretto l'ensemble in supporto alla pianista Martha Argerich su "Piano Cons. Nos. 2 & 3" di Beethoven.

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