L'ufficialità, per il momento, ancora non c'è, mancando - al proposito - un pronunciamento diretto della National Academy of Recording Arts and Sciences, organizzazione che dal 1957 mette in scena lo show, ma quelle che a metà dello scorso dicembre il produttore Ken Ehrlich aveva definito trattative in fase molto avanzata pare abbiano avuto esito positivo: i Daft Punk prenderanno parte ai prossimi Grammy Awards in veste di performer. A rivelarlo - più o meno accidentalmente - è stato Omar Hakim, batterista e session man di fiducia del duo parigino, che in un'intervista rilasciata a blog newyorchese My Small Story ha dato per certa la presenza di Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo sul palco dello Staples Center, a Los Angeles, il prossimo 26 gennaio.
L'artista, che vanta un impressionante curriculum di collaborazioni con - tra gli altri - Anita Baker, Sting, Weather Report, Mariah Carey, Madonna, David Bowie, Miles Davis, Chic e Bryan Ferry, ha spiegato che per l'occasione i Daft Punk appariranno non in veste di DJ ma come band vera e propria: ad accompagnarli sotto i riflettori - oltre che diversi turnisti tra i quali lo stesso Hakim - ci saranno anche Pharrell e Nile Rodgers, titolari dei featuring su due dei brani più fortunati dell'ultimo album dei francesi, "Random access memories", "Get lucky" e "Lose yourself to dance", oltre che Stevie Wonder.
In lizza alla cinquantaseiesima edizione di quelli che vengono considerati gli Oscar della musica nelle categorie "Record of the Year" (per "Get lucky"), "Album of the Year" (per "Random access memories"), "Best Pop Duo/Group Performance", "Best Dance/Electronica Album" e "Best Engineered Album (non-classical)", i Daft Punk non sono nuovi al palco dei Grammy: durante la serata di gala del 2008 il duo accompagnò infatti Kanye West su "Stronger", storica hit del rapper statunitense basata sul sample della loro "Harder, better, faster, stronger").