Medimex 2013, il primo giorno nel segno dei rapper e della musica digitale

Anticipata dall'anteprima di ieri sera, 5 dicembre, è partita oggi a Bari la terza edizione del Medimex, il salone dell'innovazione musicale promosso da Puglia Sounds che quest'anno propone un fitto programma con 80 appuntamenti in tre giorni, tre palchi per 22 showcase e diversi concerti, 8.000 mq di spazio espositivo con oltre 100 stand e 5 sale dedicate agli incontri, ai dibattiti e alle presentazioni. Si tratta di un evento che, fino a domenica 8 dicembre, consentirà ai visitatori di entrare in contatto con diversi aspetti del mondo musicale e agli addetti ai lavori di confrontarsi sulle prosepettive del mercato, incontrare i rappresentanti dell'industria musicale internazionale e scoprire le nuove tendenze.

L'impressione che si ha entrando nel salone della Fiera del Levante è quasi la stessa che si prova entrando in un centro commerciale, con la gente che si aggira per gli stand (da quelli occupati dalle etichette discografiche a quello più impensato, riguardante il "Codice deontologico del musicista professionista") curiosando tra un depliant e l'altro. La scelta di ospitare diversi "big" del panorama musicale italiano ha richiamato l'attenzione anche di quella fetta di pubblico poco interessata alle conferenze su temi come quello della musica digitale (gettonatissimo, basti pensare al fatto che di sette dibattiti ben quattro erano dedicati a questo tema) o del futuro della discografia; ecco spiegata la presenza, nel salone, di un cospicuo numero di mamme (giunte in gruppo per Baglioni) e di un altrettanto cospicuo numero di ragazzine (che trascorreranno la maggior parte del loro tempo ad inseguire Fedez).

Proprio Claudio Baglioni e Fedez, nella giornata di oggi, sono stati i protagonisti dei primi due "Incontri d'autore", una sorta di intervista attraverso la quale i due artisti si sono raccontati al pubblico e hanno raccontato quella che è la loro musica e le proprie canzoni. Giunto nel salone della Fiera nel primo pomeriggio, il rapper milanese ha risposto alle domande di Gino Castaldo sull'Universo rap, sulla sua musica e sul futuro della musica italiana: "C'è un'enorme differenza tra il rap italiano e quello degli altri paesi. I rapper che, in Italia, parlano di strada non sono persone che l'hanno vissuta veramente; piuttosto, sanno raccontarla bene. Chi ha veramente vissuto la strada non riesce a romanzarla. Noi rapper italiani dobbiamo semplicemente prendere coscienza di quello che siamo e agire di conseguenza", ha dichiarato Fedez al critico musicale, per poi aggiungere "Nei prossimi mesi voglio dimostrare di essere un artista, non una semplice realtà (come sono stato fin ora descritto). Attualmente mi godo il successo di 'Sig. Brainwash', ancora non sono tornato in studio. Perché penso che per scrivere un album prima bisogna viverlo. 'Sig. Brainwash' è stata una carta che mi sono giocato bene'; sapevo che se le vendite fossero andate male per me sarebbe stata la fine. Venivo da internet e avevo grandi numeri sul web. Peccato che tra internet e vendere i dischi ci sia davvero tanta differenza".

Un altro rapper, vale a dire Emis Killa, è stato invece protagonista assieme a Cristiano Godano dei Marlene Kuntz di un interessante dibattito/confronto tra la musica digitale e il disco inteso come supporto fisico, il quale è stato curato da Cubomusica (la piattaforma di Telecom Italia dedicata alla musica digitale, "rivale" di Spotify e Deezer). Interessante è stato scoprire i modi con i quali i due artisti, Killa da un lato e Godano dall'altra, hanno approcciato la musica digitale. "La mia generazione di musicisti si è trovata ad affrontare un grosso problema", ha dichiarato anzitutto il frontman dei Marlene Kuntz, "Non credo sia giusto concepire la musica come qualcosa da fruire gratuitamente. I Marlene hanno dovuto affrontare un grosso problema con l'avvento della musica digitale. E quando ci siamo ritrovati in studio dopo il progressivo diffondersi del fenomeno Napster, ci siamo chiesti: 'Ma cosa stiamo facendo qui dentro?'. Poi abbiamo preso la decisione di proseguire nella nostra strada, ovvero pubblicare dei dischi con i quali ci raccontiamo al pubblico". E' allora che il rapper di Vimercate si introduce nel dibattito per dire la sua: "Non voglio essere ipocrita, il mio successo è dovuto soprattutto grazie ad internet. Inizialmente noi rapper non avevamo alcun tipo di sostegno né dalle tv né dalle radio. Grazie al web, io e gli altri rapper riusciamo a capire anche quello che il nostro pubblico desidera da noi. Nel momento in cui entro in uno studio di registrazione per ultimare i lavori di un determinato singolo, me ne frego di sprecare il tempo ad elaborare le basi delle canzoni nella fase di missaggio, perché già so che le mie fan ascolteranno il brano con le casse del pc".

Particolare importanza, nel bel mezzo del pomeriggio, ha assunto la premiazione dell'Academy Medimex formata da ben 45 giornalisti che hanno individuato le migliori produzioni nostrane e straniere dell'anno: a Jovanotti (assente in Fiera, ha salutato il pubblico con un simpatico videoclip) è andato il premio speciale Medimex 2013, a Francesco De Gregori il premio "Miglior album italiano" per "Sulla strada" (salito sul palco per ritirare il premio, una simpatica statuina a forma di "m" realizzata dai mastri cartapestai di Putignano, il "Principe" ha ringraziato la sua band e dato appuntamento per un nuovo lavoro al 2015), ad Andrea Nardinocchi il premio "Miglior album emergente italiano" per "Il momento perfetto", a Vasco Rossi quello per il "Miglior tour italiano" (Vasco, a detta del presidente della Universal Alessandro Massara, starebbe lavorando in America al suo prossimo album e al suo prossimo tour), a Fedez il premio "Miglior tour emergente" (caspita, consideriamo emergente uno che fa musica da sette anni ormai), a Cesare Cremonini il "Miglior videoclip" per "La nuova stella di Broadway", a Zucchero quello per il "Miglior album all'estero" e a David Bowie il premio "Miglior album straniero" per "The next day".

Prima di lasciare il salone agli showcase di alcuni dei giovani artisti selezionati dalla produzione da una lista di ben 280 proposte provenienti da 21 paesi (tra questi anche Imany, a rappresentare la Francia), Piero Pelù ha intrattenuto la folla come solo un valido matador sa fare, proponendo dal vivo alcuni dei suoi successi come "Io ci sarò" e "Tribù".

(Mattia Marzi)

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.