Libri ricevuti: Roger Waters, Fabrizio De André, John & Yoko

Nelle ultime settimane, devo ammetterlo, ho un po’ trascurato una delle aree di Rockol alle quali contribuisco più regolarmente e volentieri: quella della recensione dei libri. Non che abbia smesso di leggerli, i libri ad argomento musicale che riceviamo in redazione; semplicemente non ho avuto tempo di leggerli tutti e per intero, come mi piace fare prima di scriverne. Ma rischio l’ingorgo: quindi proverò qui a darvi conto, in maniera un po’ più sintetica del solito, delle ultime novità editoriali. (fz)

Giovanni Rossi, “Roger Waters – Oltre il muro” (Tsunami, 352 pagine, 20 euro)
Ammetto di non essere granché competente su vita e opere di Roger Waters (nel senso che le conosco bene, ma che non sono un vero appassionato – e infatti questo libro meriterebbe una recensione di Alfredo Marziano).

Ma ne scrivo perché mi ha incuriosito un’iniziativa che – a mia conoscenza – non ha precedenti nell’editoria musicale di casa nostra (posso sbagliarmi, eh, intendiamoci). E’ questa: ogni capitolo del libro, che nel complesso racconta vita e opere dell’oggi ex bassista dei Pink Floyd, è preceduto da un codice QR (sono quei quadrati che sembrano mosaici optical da inquadrare col telefonino) che rimanda a un “ascolto consigliato”. Non so dirvi a cosa rimandi perché uso un telefonino antidiluviano, ma mi pare un’iniziativa intelligente e creativa.

Walter Pistarini, “Fabrizio De André – Canzoni nascoste, storie segrete” (Giunti, 224 pagine, 19,90 euro)
All’ottimo “Il libro del mondo” (Giunti, 2011) l’enciclopedico Pistarini fa seguire un volume di “relics e outtakes” dedicato al “lato B” di De André, quello meno noto ai fan dell’ultima ora e che invece nasconde ancora parecchie curiosità. La quarta di copertina del libro riprende l’idea della quarta di “Il libro bianco dei Beatles”, elencando una decina di domande da Trivial Pursuit alle quali saprebbero rispondere solo Pistarini e pochi altri. Ma il bello del volume è che non ha il taglio maniacale del collezionista impallinato: anzi è costruito con una narrazione sciolta, che contiene interviste “impensabili” (tipo quella con Maureen Rix, la Maureen che duettò con Fabrizio nella prima versione di “Geordie”) e immagini assai poco note.

Jonathan Cott, “Giorni memorabili – Conversazioni con John Lennon e Yoko Ono” (Arcana, 240 pagine, 17,50 euro)
Chi ne ha già scritto ne ha scritto bene. Io non credo lo leggerò, perché francamente trovo un po’ eccessivo continuare a ripubblicare (stavolta “offerte per la prima volta in edizione integrale”, e vabbé) interviste in gran parte già note. Sfogliando le pagine, mi è capitato più volte di pensare “ok, questo lo sapevo” – e capisco che io di libri sui Beatles ne avrò letti cinquecento, ma davvero serve scrivere (e leggere) ancora una volta che in Penny Lane c’era la fermata del tram? Comunque: il trucco consiste nell’aver aggiunto a “The ballad of John & Yoko”, uscito nel 1982, un po’ di roba che nella prima sbobinatura delle interviste di Cott era rimasta fuori – e se era stata considerata trascurabile allora, perché adesso dovrebbe valere di più?

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