Quest'anno la redazione di Rockol vuole condividere con i lettori la preparazione dei pacchetti da lasciare sotto l'albero (o che vorrebbe trovare sotto l'albero). Chissà che non possa farvi venire qualche buona idea...
I regali che farò
"Life", Keith Richards, Feltrinelli: Keef offre la sua vita su un piatto d'argento e regala un'autobiografia che è un monumento vivente. Ho già regalato in passato questo libro e, a sua volta, mi è stato regalato. E' giusto - quasi doveroso - condividerlo il più possibile con quanti se lo meritano. In equilibrio tra la vita che avrei voluto e quella che (meno male) non ho mai sperimentato.
Un biglietto per un live dei Pearl Jam: non averli mai visti dal vivo è un peccato mortale. Per chi lo avesse già fatto, comunque non è mai abbastanza.
A un amante dei Black Sabbath, e non solo forse, un biglietto per assistere al leggendario concerto in cui Ozzy Osbourne staccò con un morso la testa di un pipistrello. Nonostante il cantante abbia più volte ammesso di non averlo fatto apposta (pensava che l'animale fosse finto), su quel palco dell'Iowa, a Des Moines, il 20 gennaio del 1982, si fece un pezzo della storia del rock.
Il regalo che vorrei:
Un posto a sedere nella Sala Grande del Palace Hotel, a nord di Chicago, sul Lago Wazzapamani per assistere al concerto dei Blues Brothers e ballare con (e come) John Belushi e Dan Aykroyd. Una volta lì poi, di certo aiuterei Jake ed Elwood a scappare dal teatro eludendo la sicurezza e i minacciosi Good Ole Boys. Facendo così la mia parte nella "Missione per conto di Dio".
In caso il continuum spazio-temporale non permettesse a Babbo Natale di (ri)portarmi nella Chicago del 1980, ripiegherei sul trash e mi accontenterei delle palline di Natale con sopra Miley Cyrus... che, credetemi, esistono davvero. Eccone la prova.

Valeria Mazzucca