'Siamo molto fieri di Aftershock': parola di Lemmy - l'intervista

'Siamo molto fieri di Aftershock': parola di Lemmy - l'intervista

"Aftershock", il ventunesimo album dei Motörhead appena uscito, sta raccogliendo ottimi consensi da parte di stampa specializzata e fan; in effetti è un disco buono, con ben 14 brani in purissimo stile Motörhead che non deludono i fan di vecchia data e - al contempo - sono in grado di interessare le nuove leve. Perché in fondo il punk/metal/hard rock/blues di Lemmy e i suoi compari è da sempre un sound dalla valenza universale.

Abbiamo avuto la fortuna che Lemmy in persona ci concedesse qualche minuto del suo tempo - più prezioso che mai, visto che è molto occupato a rimettersi in sesto fisicamente, dopo la serie di guai che lo hanno costretto a uno stop forzato dall'attività live. Sempre professionalissimo e concentrato sulla band, ha dato la netta impressione di essere più determinato che mai a tornare in pista al più presto.

Ecco il risultato della nostra intervista-lampo...

Come funziona, oggi come oggi, la composizione dei nuovi brani dei Motörhead? E' un lavoro collettivo o qualcuno porta pezzi già finiti o ben avviati agli altri?
E' un lavoro collettivo. Ognuno di noi porta le proprie idee, a volte Phil [Campbell] ha dei riff pronti, Mikkey [Dee] ha spunti vari e proviamo a mettere insieme le tessere del mosaico. La musica è sempre la prima a nascere quando scriviamo una canzone, il grosso del mio lavoro arriva quando devo scrivere i testi.

A proposito di testi, sono da sempre un elemento importante per la band. E' dura, dopo 38 anni, trovare ancora la giusta ispirazione per scriverli?
No, non direi. Mi interesso di moltissime cose diverse, leggo tanto, la mia mente è lucida e penso molto; devo dire però che scrivere i testi mi risulta più semplice una volta che posso sentire la musica finita di un pezzo. Perché un brano lento non deve necessariamente avere un testo duro come quello di una canzone veloce.

Avete scelto di pubblicare un'edizione speciale di "Aftershock" con il magazine inglese Classic Rock - così come accaduto per "The wörld is yours". Sei soddisfatto di come hanno funzionato le cose con questo modo alternativo di distribuire il disco?
Sai, non è una decisione che ho preso da solo. Comunque aveva funzionato bene per "The wörld is yours" e in questo modo abbiamo venduto molte più copie, in Inghilterra, di quante ne avevamo vendute dei dischi precedenti: era sensato riprovarci. Probabilmente non è un modo nuovo di distribuire la musica, ma un approccio differente. Ci hanno chiesto se volevamo farlo, e il management e l'etichetta erano d'accordo.

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Cosa pensi delle recensioni che "Aftershock" sta ricevendo? Sono tutte molto buone.. te lo aspettavi?
Sì è così. E ne sono molto fiero - ne siamo molto fieri. Il disco è molto più vario del solito e probabilmente anche il fatto che i fan ci trovano dentro 14 canzoni ha aiutato. Sono tante per un album.

Hai una action figure a te dedicata - in vendita nello store online ufficiale della band. Cosa ne pensi? Sei stato coinvolto nella sua realizzazione?
Molto tempo fa mi hanno contattato per questa cosa. Ho pensato che fosse divertente avere qualcosa tipo Barbie, Ken o Superman che mi ritraesse. Adesso è fatta. Non so se lo rifarei adesso, ma è piuttosto figo sapere che c'è la tua action figure in giro.

[Andrea Valentini]

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