Riceviamo - e pubblichiamo, ringraziando - questa lettera aperta di Vittorio Sassudelli:
Durante la mia attività "hobbistica", da assoluto "profano" del settore musicale e discografico, spesso e volentieri mi sono imbattuto in personaggi loschi e meschini, i quali al fine di lucrare sulla pelle di giovani artisti emergenti, non esitavano a estorcere loro denaro con false promesse, spesso e volentieri facendo firmare ai poveri ignari contratti capestro di ogni tipologia e genere.
Nel 1999, ascoltando un jingle radiofonico, attratto dal sogno di Sanremo ebbi la malaugurata idea di proporre ad alcuni artisti di cui all'epoca curavo gli interessi, di iscriversi all'accademia della canzone di Sanremo. Fu così, che pieni di speranze e di fiducia, e consci delle nostre potenzialità, raschiammo il fondo dei nostri salvadanai iscrivendoci alle dispendiosissime selezioni dell'Accademia della Canzone di Sanremo.
Una volta iniziato il meccanismo delle selezioni In breve tempo venni a conoscenza di una serie di pettegolezzi riguardanti il fatto che l'unico modo per accedere alla fase finale dell'Accademia fosse quello di promettere punti editoriali, royalityes o mazzette ai vertici dell'Accademia; ma, mi chiesi, com'è possibile che i vertici organizzativi di un concorso tanto prestigioso quale il festival di Sanremo, gestito da Rai, Comune di Sanremo e dal cartello delle Major, tolleri al proprio interno una "costola" caratterizzata da brogli e corruzione? Durante lo svolgimento delle selezioni mi sono lasciato accompagnare da tale domanda fino a quando un fatto clamoroso mi fece comprendere quale fosse la risposta. Capitò infatti che grazie all'attività della commissione di vigilanza dei sindacati entrai in possesso di una documentazione comprovante il tentativo, fallito, effettuato dai vertici dell'Accademia e firmato da Angelo Esposito, di cambiare il regolamento al fine di favorire il passaggio del turno di selezione di un concorrente evidentemente protetto dallo stesso. Tale fatto, clamoroso, e la cui prova è a disposizione di chiunque voglia prenderne visione, dimostrò chiaramente in quali torbide acque navigasse l'Accademia di Sanremo.
La denuncia fu immediata, e la mia sorpresa fu immensa quando mi ritrovai quasi completamente solo a combattere, a nome di tutti i giovani artisti italiani presi in giro dall'Accademia di Sanremo, una battaglia contro i mulini a vento. La mia ingenuità mi portò a sperare che i media, le pubbliche istituzioni, le major e tutti gli amanti della musica si unissero per denunciare tale scandalosa situazione.
Ma la mia denuncia cadde quasi completamente nel vuoto; forse interessi troppo importanti tappavano la bocca della verità.
Solo pochi media, che oggi ringrazio di cuore, hanno avuto il coraggio di denunciare apertamente la mala gestione dell'Accademia.
La conclusione finale di questa triste vicenda è che oggi, alla luce degli ordini di custodia cautelare emanati nei confronti di Angelo Esposito e dei suoi fedeli collaboratori, per fortuna la forza della verità a volte è più forte dell'omertà; se oggi in Italia la musica emergente potrà respirare nuovamente il profumo della libertà lo dobbiamo a questi pochi che dal principio hanno combattuto una battaglia in nome della musica. Quindi un grazie di cuore a Franco Zanetti e a tutta la redazione di Rockol, Dagospia e a Marco Preve.
A tutti gli altri che pur sapendo non hanno avuto la forza, la voglia o il coraggio di denunciare, e che oggi riempiranno spazi e palinsesti con una notizia ormai vecchia, chiedo di riflettere sul fatto che forse sarebbe stato meglio, questi spazi, riempirli anni fa. Molti giovani ve ne sarebbero stati grati e riconoscenti.
Vittorio Sassudelli
Cari lettori, ascoltatori, web surfers, chi scrive questa lettera è un persona che ama profondamente la musica e le bellissime emozioni che essa ci dona. Il mio nome è Vittorio Sassudelli e da poco tempo, l'enorme passione per la musica ed il sano e serio desiderio di aiutare i giovani artisti ad emergere mi ha spinto ad aprire una piccola etichetta discografica e management per artisti.
Durante la mia attività "hobbistica", da assoluto "profano" del settore musicale e discografico, spesso e volentieri mi sono imbattuto in personaggi loschi e meschini, i quali al fine di lucrare sulla pelle di giovani artisti emergenti, non esitavano a estorcere loro denaro con false promesse, spesso e volentieri facendo firmare ai poveri ignari contratti capestro di ogni tipologia e genere.
Nel 1999, ascoltando un jingle radiofonico, attratto dal sogno di Sanremo ebbi la malaugurata idea di proporre ad alcuni artisti di cui all'epoca curavo gli interessi, di iscriversi all'accademia della canzone di Sanremo. Fu così, che pieni di speranze e di fiducia, e consci delle nostre potenzialità, raschiammo il fondo dei nostri salvadanai iscrivendoci alle dispendiosissime selezioni dell'Accademia della Canzone di Sanremo.
Una volta iniziato il meccanismo delle selezioni In breve tempo venni a conoscenza di una serie di pettegolezzi riguardanti il fatto che l'unico modo per accedere alla fase finale dell'Accademia fosse quello di promettere punti editoriali, royalityes o mazzette ai vertici dell'Accademia; ma, mi chiesi, com'è possibile che i vertici organizzativi di un concorso tanto prestigioso quale il festival di Sanremo, gestito da Rai, Comune di Sanremo e dal cartello delle Major, tolleri al proprio interno una "costola" caratterizzata da brogli e corruzione? Durante lo svolgimento delle selezioni mi sono lasciato accompagnare da tale domanda fino a quando un fatto clamoroso mi fece comprendere quale fosse la risposta. Capitò infatti che grazie all'attività della commissione di vigilanza dei sindacati entrai in possesso di una documentazione comprovante il tentativo, fallito, effettuato dai vertici dell'Accademia e firmato da Angelo Esposito, di cambiare il regolamento al fine di favorire il passaggio del turno di selezione di un concorrente evidentemente protetto dallo stesso. Tale fatto, clamoroso, e la cui prova è a disposizione di chiunque voglia prenderne visione, dimostrò chiaramente in quali torbide acque navigasse l'Accademia di Sanremo.
La denuncia fu immediata, e la mia sorpresa fu immensa quando mi ritrovai quasi completamente solo a combattere, a nome di tutti i giovani artisti italiani presi in giro dall'Accademia di Sanremo, una battaglia contro i mulini a vento. La mia ingenuità mi portò a sperare che i media, le pubbliche istituzioni, le major e tutti gli amanti della musica si unissero per denunciare tale scandalosa situazione.
Ma la mia denuncia cadde quasi completamente nel vuoto; forse interessi troppo importanti tappavano la bocca della verità.
Solo pochi media, che oggi ringrazio di cuore, hanno avuto il coraggio di denunciare apertamente la mala gestione dell'Accademia.
La conclusione finale di questa triste vicenda è che oggi, alla luce degli ordini di custodia cautelare emanati nei confronti di Angelo Esposito e dei suoi fedeli collaboratori, per fortuna la forza della verità a volte è più forte dell'omertà; se oggi in Italia la musica emergente potrà respirare nuovamente il profumo della libertà lo dobbiamo a questi pochi che dal principio hanno combattuto una battaglia in nome della musica. Quindi un grazie di cuore a Franco Zanetti e a tutta la redazione di Rockol, Dagospia e a Marco Preve.
A tutti gli altri che pur sapendo non hanno avuto la forza, la voglia o il coraggio di denunciare, e che oggi riempiranno spazi e palinsesti con una notizia ormai vecchia, chiedo di riflettere sul fatto che forse sarebbe stato meglio, questi spazi, riempirli anni fa. Molti giovani ve ne sarebbero stati grati e riconoscenti.
Vittorio Sassudelli
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