Un po' per gioco e un po' per forza, un po' perché 'così fan tutti' e poi 'perché no?', ecco che infine anche Jake La Furia si è messo in proprio a lavorare su un disco solista. Si chiama "Musica commerciale", esce domani e ha una portata di onestà e autoironia non indifferente. E piuttosto evidente considerando titolo e copertina che ritraggono l'artista truccato come un pagliaccio: "E' una provocazione perché la parola 'commerciale' in Italia domina il mondo della polemica, sopratutto in rete. Ha assunto un'accezione completamente negativa e quindi ho deciso di chiamare il mio disco come i miei detrattori chiamano la mia musica. Mi sono anche truccato da pagliaccio per dire 'Eccomi, sono il pagliaccio dell'industria musicale'. A volte arrivano critiche da improvvisati rapper di cui mi piacerebbe fare i nomi, ma sono così inesistenti che non so nemmeno come si chiamano perciò…", ci ha spiegato Francesco quando lo abbiamo incontrato nella sede della sua etichetta discografica.
La decisione di pubblicare un album solista è nata per un semplice motivo: "perché avevo dei tempi morti tra il vecchio e il nuovo disco dei Club Dogo, che faremo presto, i miei soci iperattivi hanno iniziato a produrre delle cose loro perciò io sono stato minacciato e circuito dalla Universal che mi ha obbligato a fare questo disco. Però in realtà poi facendolo mi sono accorto che avevo un sacco di cose da dire che mi veniva abbastanza facile. Quindi ne è valsa la pena."
Il disco è firmato a suo nome Jake La Furia, ma ciò non toglie che a "Musica commerciale" lui ci abbia lavorato insieme ai suoi "fratelli": ci sono J-Ax, Marracash, Salmo, Ntò, Ensi, Zuli, Guè Pequeno ed Emis Killa. E la collaborazione nel rap, come ci ha detto l'mc, non è una via di fuga: "non è una scappatoia per scrivere meno, bensì una caratteristica principale del rap in tutto il mondo. Le sedici barre, le sedici canoniche misure del rap, spesso scrivono di più di una intera canzone pop. Non come contenuti, non c'è l'arroganza di dire che il rap è meglio, ma proprio perché nelle 16 barre si può scrivere di più. Ed è solo la strofa di un artista. Quindi spesso i rapper scrivono tanto per dire tanto. Magari in un alcuni pezzi c'è bisogno di più punti di vista perché il tutto venga meglio."
Tra le tracce spiccano poi due omaggi alla musica italiana. Il primo è "Proprio come lei", brano realizzato insieme all'ex Articolo 31 che attinge a piena mani da "La mia moto" di Jovanotti con il sample del celebre ritornello: "Io e J-Ax abbiamo la passione comune delle Harley Davidson. Tra l'altro sono socio di un'officina in cui facciamo moto custom. Ci capita spesso di fare giri insieme in moto e di frequentare l'ambiente, così abbiamo deciso di farci un pezzo. Per divertirci. La base è molto potente, il pezzo è venuto particolarmente bene, giocando in studio con Don Joe ho fatto una cosa che faccio di solito quando sono imbenzinato durante i djset in discoteca, che è cantare 'sei come la mia moto'. E' un pezzo della mia infanzia che mi faceva sognare. E' venuto molto bene sul ritornello per cui ho chiamato la Universal e ho chiesto che convincessero Jovanotti a farmelo usare. Lui è stato contento e così è nato il pezzo. Dentro di sé penso che abbia maledetto il giorno in cui sono nato però ha dato il permesso."
Un altro grande omaggio - in questo caso non solo alla musica, ma anche a un amico - è il brano "Gli anni d'oro", che riprende "Gli anni" degli 883 : "Volevo rifare 'Gli anni', il pezzo più generazionale italiano mai stato fatto. Perché se lo rifai tra 10 anni, 20 o 30 cambi semplicemente i protagonisti del ritornello, la squadra, gli attori e i modi di fare… Era uno delle mie canzoni preferite di Max e siccome siamo molto in confidenza gli ho chiesto se me lo faceva rifare. E non è da tutti perché per lui è un pezzo intoccabile. Avermelo fatto rifare, rifacendo il ritornello come volevo io è stato proprio da amico."