Credits: Emanuela Campara / Concessione in uso a Rockol
Durante un'intervista esclusiva al "Daily Mirror", Michael Jackson è
scoppiato a piangere mentre rievocava le accuse di pedofilia. «Mi taglierei
le vene piuttosto che far male a un bambino. Non potrei mai farlo: se non
fosse per i bambini e l'ispirazione che mi danno, getterei la spugna e mi
ucciderei. Nessuno saprà mai quanto queste perverse dicerie mi hanno
ferito».
La superstar ha anche parlato del suo desiderio di aiutare i piccoli profughi del Kosovo. «Mi sento così triste quando vedo le immagini di quei poveri bambini. Mi fanno piangere ogni giorno. Vorrei proprio andare laggiù e abbracciarli tutti, uno per uno».
Per questo motivo, ha dedicato la canzone "What more can I give?" ai profughi, e verserà tutti i profitti ai kosovari vittime della "pulizia etnica". Durante l'intervista, concessa presso Harrod's a fianco del suo amico Mohamed Al Fayed, ha anche parlato delle gioie di essere un papà, di quanto ama la moglie Debbie (che non vive con lui perché tiene troppo al suo lavoro di infermiera) e alla possibilità di fare per il Kosovo «quello che facemmo anni fa per l'Africa; mi piacerebbe cantare con tutte le più grandi star britanniche. Vorrei far sapere a quella gente che li amo, che tutti noi li amiamo: sono la mia famiglia, i miei bambini. Hanno un disperato bisogno dei nostri soldi, ora: non possiamo far finta di niente».
La superstar ha anche parlato del suo desiderio di aiutare i piccoli profughi del Kosovo. «Mi sento così triste quando vedo le immagini di quei poveri bambini. Mi fanno piangere ogni giorno. Vorrei proprio andare laggiù e abbracciarli tutti, uno per uno».
Per questo motivo, ha dedicato la canzone "What more can I give?" ai profughi, e verserà tutti i profitti ai kosovari vittime della "pulizia etnica". Durante l'intervista, concessa presso Harrod's a fianco del suo amico Mohamed Al Fayed, ha anche parlato delle gioie di essere un papà, di quanto ama la moglie Debbie (che non vive con lui perché tiene troppo al suo lavoro di infermiera) e alla possibilità di fare per il Kosovo «quello che facemmo anni fa per l'Africa; mi piacerebbe cantare con tutte le più grandi star britanniche. Vorrei far sapere a quella gente che li amo, che tutti noi li amiamo: sono la mia famiglia, i miei bambini. Hanno un disperato bisogno dei nostri soldi, ora: non possiamo far finta di niente».
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