S’intitola “Canto” il nuovo album di Gino Vannelli, musicista e produttore
di grandi successi del passato come “I just wanna stop” e “People gotta
move”. Gino è figlio di Russ Vannelli, noto musicista di Montreal. Con suo
fratello Joe era inizialmente noto col nome di Vann Elli. All’inizio
dell’era della discomusic, il nome di Gino iniziò a circolare e venne
definito “profeta del sintetizzatore”. Il suo primo album solista è del
’73. A fine anni Settanta aveva conquistato cinque Juno, premi musicali
canadesi che localmente equivalgono ai Grammy. Dopo “Slow love” del 1998 e
“Live” del 2000 è ora la volta di “Canto”. Mike Ross del quotidiano
canadese “Edmonton Sun” dapprima apre la propria recensione affermando, in
maniera poco lusinghiera, che gli italiani, come del resto i francesi, non
sanno fare rock. Ma poi continua scrivendo che gli italiani (e Vannelli è
di chiare origini italiche) sanno tirar fuori delle canzoni d’amore
stupende. Secondo il giornalista, “Canto” (uscito pochi giorni fa) è una
novità nel repertorio di Gino ma non è un cambio radicale. Il disco
minaccia orchestre, stormi di violini e cascate di chitarre acustiche.
Questa la scaletta del CD come la riporta il giornale
canadese:
”Canto”
”Parole per mio padre”
”Last dance”
”Dea speranza”
”Una sola voce”
”Wayward lover”
”Mala luna”
”Joli coeur”
”Una rosa a djoomjane”
”Il viaggo”
”Lost days of summer”.
”Canto”
”Parole per mio padre”
”Last dance”
”Dea speranza”
”Una sola voce”
”Wayward lover”
”Mala luna”
”Joli coeur”
”Una rosa a djoomjane”
”Il viaggo”
”Lost days of summer”.
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