Tra pochi giorni cadrà il quarantesimo anniversario della pubblicazione di "Goodbye yellow brick road" di Elton John. Il doppio LP uscì
all'inizio dell'ottobre 1973, arrivò al primo posto delle classifiche USA ed UK e oggi è considerato tra i suoi migliori anche perché alcuni
brani - come ad esempio "Candle in the wind", "Bennie and the jets" e "Saturday night's alright" - sono passati alla storia. Sebbene ormai tardi per festeggiare l'esatto quarantennale, nel 2014 sarà pubblicato un album di tributo sul quale il produttore Peter Asher è al lavoro da
alcuni mesi. Del progetto non si sa moltissimo, tranne che nove artisti hanno già terminato di registrare i propri contributi e tra essi sono da
annoverare Miguel, Hunter Hayes e John Grant. "Hunter Hayes ha rifatto 'Yellow brick road', ha suonato tutti gli strumenti e mi ha sconvolto", ha detto Sir Elton - come riporta "Billboard" - ad un gruppo di studenti ed invitati convenuti in occasione della pubblicazione di "The diving
board", il trentesimo disco di studio del Rocket Man. All'evento "performance-and-interview" l'artista di Pinner ha proposto cose del passato più lontano e cose recentissime. Il setlist:
(Con band e orchestra)
"Sixty years on"
"The greatest discovery"
"Philadelphia freedom"
"Tiny dancer"
"Levon"
"Your song"
(Con band, ottoni e coro)
"Oscar Wilde gets out"
"Can't stay alone tonight"
"The new fever waltz"
"Mexican vacation (Kids in the candlelight)"
"Home again"
(con band)
"The bitch is back"
"Bennie and the jets"
"Goodbye yellow brick road"
"I guess that's why they call it the blues"
"I'm still standing"
"Rocket man".