Da un lato c'è lui, Roger Waters, mente dei Pink Floyd, che - oltre che per i propri meriti musicali - negli ultimi mesi ha fatto parlare di sè per le posizioni fortemente critiche (che l'hanno portato ad essere tacciato di antisemitismo, accusa sempre puntualmente rispedita al mittente dal diretto interessato) nei confronti delle politiche del governo israeliano riguardo la questione palestinese. Dall'altro lei, Bar Rafaeli, top model nata e cresciuta sotto la bandiera con la stella di David, universalmente nota nel mondo dello showbiz ma non tra le più strenui sostenitrici del governo di Tel Aviv (che, addirittura, nel 2007 la accusò di aver fatto carte false per evitare il servizio militare, obbligatorio in Israele per tutti i ritenuti abili tra i 18 e i 29 anni).
L'antefatto: recatasi ad un concerto di Waters a Parigi nel 2011, la Rafaeli scoprì di essere parte incosapevole delle scenografie del "The wall" tour. Vedendo infatti una sua immagine proiettata sui megaschermi che sovrastano il palco, pur senza essere stata messa al corrente della cosa la super modella si dichiarò comunque deliziata della trovata: "Pazzesco", twittò lei entusiasta, "Sono stata a Parigi a vedere un concerto di Roger Waters e ho visto una mia fotografia proiettata sul muro dietro il palco. Rispetto! Ne sono onorata".
Era il 2011, però, e Waters - sebbene ai più attenti non fossero sfuggite le sue dichiarazioni fortemente critiche riguardo al muro eretto tra Israele e Cisgiordania, nel 2009, e la sua adesione al movimento Boycott, Divestment and Sanctions, due anni dopo - mediaticamente, su questo versante, non era ancora così esposto. A distanza di due anni, e dopo le diatribe - ampiamente ribattute mezzo stampa - con le comunità ebraiche di New York, Roma e belga, Bar deve aver cambiato la sua posizione. "Roger Waters, è meglio che togli la mia immagine dai visual dei tuoi concerti", ha twittato ieri (in ebraico) la Rafaeli: "Se ci boicotti, vai fino in fondo".