Gran confusione di dati e cifre per dimostrare che c'è di che essere soddisfatti. I dati diffusi dalla Rai in realtà non sembrano incoraggianti: 10 milioni 191mila spettatori per la prima parte e di 5 milioni 435mila dalle ore 22,55 in avanti. Complessivamente Raiuno ha ottenuto il 38,23% di share. Lo scorso anno era stato il 50,34.
Ormai anche i giornalisti hanno capito che non è possibile alimentare polemiche sugli indici d'ascolto, così la tradizionale conferenza stampa di mezzogiorno è proseguita cercando altri spunti. Enzo Mazza, della FIMI, ha criticato pesantemente l'operato delle giurie specializzate “Alcuni si sono comportanti in modo indegno, sono venuti qui soltanto per incassare il gettone”.
Altro tema scottante quello della musica su Internet. Lucio Fabbri, ex PFM, ha invitato a non definire pirateria la possibilità di scaricare i brani dal web: “non c'è nessuno che ci guadagna. Non si può parlare di pirateria. Sono i discografici che avrebbero dovuto trovare una soluzione per tutelare il diritto d'autore ”. La risposta è arrivata ancora una volta dalla FIMI: “Se gli artisti continuano a tollerare e minimizzare questo problema tra qualche anno non ci produrranno più dischi, le case discografiche non investiranno più sui giovani”.
Ormai anche i giornalisti hanno capito che non è possibile alimentare polemiche sugli indici d'ascolto, così la tradizionale conferenza stampa di mezzogiorno è proseguita cercando altri spunti. Enzo Mazza, della FIMI, ha criticato pesantemente l'operato delle giurie specializzate “Alcuni si sono comportanti in modo indegno, sono venuti qui soltanto per incassare il gettone”.
Altro tema scottante quello della musica su Internet. Lucio Fabbri, ex PFM, ha invitato a non definire pirateria la possibilità di scaricare i brani dal web: “non c'è nessuno che ci guadagna. Non si può parlare di pirateria. Sono i discografici che avrebbero dovuto trovare una soluzione per tutelare il diritto d'autore ”. La risposta è arrivata ancora una volta dalla FIMI: “Se gli artisti continuano a tollerare e minimizzare questo problema tra qualche anno non ci produrranno più dischi, le case discografiche non investiranno più sui giovani”.