Credits: Marina Mazzoli / Concessione in uso a Rockol
Il "Corriere della Sera" segnala il debutto di Goran Bregovic a Santa Cecilia, dove l'artista slavo vuole bere whisky e si aspetta che la gente balli. Valerio Cappelli, autore dell’articolo, gli domanda: «Ma lei, Goran Bregovic, sa che porterà la sua musica all'Accademia di Santa Cecilia, la "casa" romana di Beethoven? "Certo! Vuol dire che ho fatto qualcosa nella vita. (...) Meglio una banda gitana stonata che suona marcette con passione di un coro della ‘Butterfly’ sgualcito dalla routine". (..) In quattro date, il 10 febbraio a Roma, l'11 a Firenze, il 12 a Udine e il 13 al Lirico di Milano, Goran Bregovic proporrà il caos allegro e i ritmi selvaggi delle sue colonne sonore cult, da "La Regina Margot" di Chéreau ai film di Kusturica, il "Tempo dei gitani" e "Underground". "Ho conosciuto Emir negli anni '70, lui suonava il basso in un gruppo punk, io avevo un gruppo rock. Non so se torneremo a lavorare insieme. Emir fa da anni gli stessi film, voleva cambiare, come uomo e come artista, è normale. In ‘Gatto nero Gatto bianco’ ci siamo separati. Quel film è troppo leggero per i suoi gusti. Eravamo famosi in Jugoslavia, ma era una musica provinciale: da giovani si copia, il mio idolo era Jimmy Page dei Led Zeppelin. Non volevo lavorare troppo, in un Paese comunista le tasse ti mangiano il 90 per cento dei soldi. Così mi sono occupato di boxe, alpinismo, vela. Ora lavoro e basta. Ho perso troppo tempo".
Nel tour Bregovic sarà scortato da una sarabanda, coro e orchestra di Belgrado, voci bulgare in costumi tradizionali e il suo gruppo "Wedding & Funeral Band", Matrimonio e Funerale, "perché nel costume balcanico si suona in cerimonie così antitetiche, e il mio gruppo continua senza di me: saremmo troppo cari"».
Nel tour Bregovic sarà scortato da una sarabanda, coro e orchestra di Belgrado, voci bulgare in costumi tradizionali e il suo gruppo "Wedding & Funeral Band", Matrimonio e Funerale, "perché nel costume balcanico si suona in cerimonie così antitetiche, e il mio gruppo continua senza di me: saremmo troppo cari"».
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