Il fondatore dei Boston vince causa ma deve pagare 132.000 dollari

Ha vinto, ma al comtempo ci rimette un sacco di soldi. Aveva ragione, ma gli tocca pagare. Sorte curiosa, e per nulla piacevole per il protagonista, quella capitata a Tom Scholz, il fondatore dei Boston Il gruppo ebbe un buon successo tra fine Settanta ed inizio Ottanta quando il secondo e il terzo album della band arrivarono entrambi al numero uno negli Stati Uniti; impossibile non ricordare il singolo "More than a feeling" del settembre 1976.

Scholz, 66 anni, nato in Ohio, ha vinto una causa per diffamazione ma dovrà sborsare 132.000 per spese processuali. Il musicista aveva affermato che il quotidiano "Boston Herald" e due giornalisti gli avevano dato la colpa per il suicidio del cantante - avvenuto nel 2007 - Brad Delp. Nello scorso marzo un giudice della Superior Court aveva stabilito che era impossibile determinare il motivo per il quale Delp, 55 anni al momento del tragico gesto, si fosse tolto la vita. Nonstante il "Boston Herald" e i due reporter non avessero ragione,.




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Scholz dovrà versare loro l'elevata cifra per - appunto - tutte le spese sostenute nel corso della causa. Gli avvocati del musicista si sono opposti, ma il tribunale è stato irremovibile in quanto "lo richiedono le regole del tribunale".

I Boston sono ancora insieme anche se i loro tempi di lavorazione sono degni dei Guns N' Roses. In studio da anni per il successore di "Corporate America" del 2002, i Boston a metà agosto 2011 riferirono che il nuovo album era "pronto all'85%".
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