Mumford & Sons a Glastonbury: 'Eccitati e terrorizzati'

Mumford & Sons a Glastonbury: 'Eccitati e terrorizzati'

Tocca ai Mumford & Sons, stasera, chiudere  il programma del palco principale del festival di Glastonbury che ha già visto esibirsi in veste di headliner gli Arctic Monkeys (venerdì) e i Rolling Stones (ieri). E i quattro ragazzi londinesi non nascondono un certo nervosismo. Anzi, un po' di sano terrore. "Non ci sono mai state tante aspettative per un nostro show", ha spiegato ai reporter dell'NME, nel backstage, il banjoista Winston Marshall. "Siamo eccitati e terrorizzati. Abbiamo fatto una prova questa settimana e abbiamo messo insieme una setlist temporanea che è quella che probabilmente faremo. Continuavamo a dirci: questa dobbiamo farla! E anche questa! Ma se facciamo troppo casino e ci prendiamo troppi rischi potremmo ottenere l'effetto opposto a quello desiderato. Abbiamo solo due dischi da cui attingere, e prendersi rischi è pericoloso".



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"Abbiamo avuto una buona idea, un'idea divertente", ha anticipato Marshall. "Ci sarà almeno una cosa speciale. Se non due" (si parla di ospiti a sorpresa). Quanto alle condizioni del bassista Ted Dwane, reduce da una delicata operazione chirurgica al cervello per la rimozione di un trombo, il musicista ha rassicurato i fan: "Ted sta molto bene. Ci siamo spaventati. Non voglio essere troppo sentimentale, ma sono state due settimane emotivamente difficili. Eravamo in tour e Ted si lamentava da una decina di giorni di avere mal di testa, minimizzando la cosa. E' uno di quei tipi che non la fanno mai grossa e che non si lagnano mai molto. Si è fatto fare una risonanza magnetica e ha scoperta che un vaso sanguigno gli era esploso nel cervello, conseguenza dell' head-banging durante un concerto. Una cosa davvero spaventosa, e abbiamo dovuto cancellare alcuni concerti davvero importanti: Bonnaroo e Telluride sono due festival americani che per noi contavano quanto Glasto, perché ci hanno davvero accolti a braccia aperte. Non esserci ci è dispiaciuto davvero molto". Marshall ha concluso la chiacchierata scherzando sulle condizioni del compagno di band: "Lo voglio spingere sul palco su un letto d'ospedale con una flebo attaccata. Sarebbe stupefacente, giusto per tirar fuori il meglio dalla situazione. E mettergli due grandi viti nel cervello..."

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