Il piccolo grande mondo di Des'ree

“Ho sentito qualcosa di Sanremo, mi hanno detto di cosa si tratta, ma non posso dire di conoscere davvero questa manifestazione. Però mi è sembrata eccitante e non vedo l’ora di esserci”. Des’ree risponde cordialmente all’ennessima domanda riguardante la sua partecipazione al festival canoro più importante e conosciuto d’Italia, prevista per il prossimo 5 marzo, senza far trapelare noia o disappunto. Forse perché oggi, in un freddo venerdì di febbraio, per lei sembra esserci soltanto l’eccitazione provocata dalla presentazione alla stampa del suo nuovo album, il quinto in studio, intitolato “Dream soldier”, “Il soldato dei sogni”. Il titolo definitivo, scelto tra un’altra opzione, “Lip gloss junkie“, è stato deciso dai fan di Des’ree, assidui frequentatori del sito ufficiale: “Li ho lasciati scegliere perché credo siano davvero fedeli nei miei confronti. Così mi sono detta, perché no?”. In effetti la comunità di ammiratori che segue le avventure musicali di Des’ree, che negli ultimi dieci anni di carriera ha collezionato numerosi riconoscimenti tra cui i prestigiosi British Awards e due Ivor Novello, sembra rappresentare una vera e propria famiglia per la cantante inglese. “A volte”, continua Des’ree, “credo conoscano la musica addirittura meglio di me!”. Con loro, attraverso un diario con cui è possibile interagire, Des’ree racconta giorno per giorno le sue esperienze, non solo musicali, ma anche quotidiane. “E’ vero”, spiega Des’ree, “le mie canzoni parlano delle cose semplici della vita, quelle che rendono davvero speciali le nostre esistenze. A volte, come dico nel titolo del disco, bisogna combattere per realizzare i propri sogni, i propri desideri e le proprie mete. Tutto ciò che ci è caro. Ma soprattutto credo bisogni lottare per mantenere tutte queste cose, una volta che le si è conquistate”. In realtà, la musica di Des’ree non è soltanto intrisa di messaggi positivi. In “It’s OK”, il primo singolo estratto da “Dream soldier”, canta infatti di una giornata in cui tutto sembra andare storto, e “anche il latte nel frigo è andato a male”. “Per me essere ottimista è un processo. Non mi sveglio la mattina con la felicità addosso. Non scorgo subito il lato migliore delle cose. Ma, forse, è proprio perché delle cose riesco a vedere i lati peggiori che cerco di scrivere canzoni positive, che mi facciano sentire meglio. E in ritorno, cerco di far sentire migliori anche le altre persone”.
L’intervista completa rilasciata da Des’ree sarà presto disponibile su Rockol.
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