Lucio Battisti e Rockol: alcune riflessioni

Lucio Battisti e Rockol: alcune riflessioni
Anche nella redazione di Rockol la giornata di ieri, domenica 30 agosto, è trascorsa - come, crediamo, nelle redazioni spettacolo di tutti i giornali - in un clima di vigilante tristezza. Ogni redattore ha fatto e ricevuto numerose telefonate, sperando di ricevere da qualche bene informato l’unica notizia che ci avrebbe fatto piacere poter diffondere per primi: che Lucio Battisti sta meglio, e che presto potrà tornare alla vita riservata e ritirata che si è scelta.

Notizie ne abbiamo avute, e - norme sulla privacy a parte - non sono tali da essere ripetute e amplificate. Intendiamoci: il nostro mestiere è quello di trovare informazioni, e di darle (possibilmente) prima degli altri. Per uno scoop - su un disco, un concerto, un nuovo progetto - siamo disposti a farci in quattro. Però, anche se Rockol a volte non disdegna - a fianco dell’informazione corretta e puntuale sui fatti della musica - il gossip riguardante i cantanti, i musicisti e gli altri protagonisti della scena dello spettacolo, riteniamo che ci siano momenti e situazioni davanti alle quali l’unica scelta dignitosa sia quella di dire il meno possibile. Che non significa disinteressarsi di un fatto, o non approfondirne i particolari: significa invece, nel caso presente, non contribuire alla diffusione di voci incontrollate, saper rispettare - anche se questo non significa che la condividiamo - la scelta di totale silenzio della famiglia, attendere che le circostanze evolvano in maniera (speriamo) positiva.
Non vogliamo, con queste parole, esprimere un giudizio di merito sul lavoro di tanti bravi e volonterosi colleghi che sui quotidiani di ieri e di oggi, e nei notiziari televisivi e radiofonici, hanno occupato ampi spazi con articoli e servizi su Lucio Battisti. Certo, alcune ricostruzioni della carriera del cantautore suonavano già di "coccodrillo" (che, come probabilmente molti non sanno, è un articolo elogiativo - spesso già pronto e tenuto in un cassetto nell’evenienza che possa servire - su un personaggio famoso scomparso); ma (quasi) tutte, per fortuna, si concludevano con auspici, auguri, espressioni di speranza.

Su due dei quotidiani usciti ieri mattina ("La Stampa" e "Il Giorno") si è fatto riferimento al "pesce d’aprile" organizzato da Rockol qualche mese fa. Allora costruimmo la notizia dell’esistenza di un nuovo disco di Lucio Battisti messo in vendita solo su Internet (presso l’indirizzo www.luciobattisti.com). Era, appunto, il 1° aprile, e furono in molti ad abboccare allo scherzo: in particolare alcuni quotidiani, che presero la notizia per vera e la ripresero amplificandola.
Al di là del puro intento scherzoso, era nostra intenzione dimostrare come spesso sia (mal)costume di noi giornalisti "prendere a prestito" notizie da altre fonti senza citare tali fonti, e spacciando quelle notizie per nostre senza nemmeno verificarne la fondatezza. E anche per questo, nei giorni successivi al 1° di aprile non nascondemmo la soddisfazione nel constatare che la nostra "provocazione" aveva ottenuto ampia eco.

Quando sabato scorso, 29 agosto, ci siamo resi conto che - a cinque mesi di distanza - quel nostro "falso" veniva, su un quotidiano, ricordato come vero, tanto da indicare quel disco mai esistito come "l’ultimo disco di Lucio Battisti", la constatazione non ci ha fatto "esultare" (come scriveva ieri "Il Giorno" a pagina 3), ma ci ha, anzi, indotti a malinconiche considerazioni sui meccanismi distorti per colpa dei quali può succedere che una notizia "veramente falsa" (e riconosciuta, e persino celebrata come tale) diventi, a poca distanza di tempo, una notizia tout court.

Abbiamo infatti scritto - come potete verificare in Archivio - «infortuni che capitano quando, come è capitato al collega, si è costretti a scrivere un pezzo "sul tamburo" e senza il tempo necessario per documentarsi dettagliatamente»; sottolineando invece, con stupore, come due notiziari televisivi avessero ripreso pari pari l’articolo del quotidiano, senza averne controllato l’esattezza pur avendo avuto il tempo per farlo.


Non per questo non ringraziamo "Il Giorno" per lo spazio che ci ha dedicato: teniamo però a far sapere ai nostri lettori che, da quando abbiamo saputo che (purtroppo) Lucio Battisti è effettivamente ricoverato in ospedale, e che probabilmente le sue condizioni di salute sono tali da suscitare serie preoccupazioni, il nostro stato d’animo non è né divertito né esultante. Tutt’altro.
Il nostro "pesce d’aprile" è stato anche, e in gran parte, un sincero omaggio alla grandezza di un artista che stimiamo e rispettiamo (e la cui opera conosciamo così a fondo da riuscire a creare un suo album apocrifo tanto credibile, nei titoli e nella veste grafica, da essere creduto autentico). Per questo, la nostra più viva speranza è che presto Lucio Battisti, perfettamente ristabilitosi, possa pubblicare un nuovo album, e questa volta "veramente vero".
(fz)
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