Gli All About Kane sono una vecchia conoscenza di Rockol: la band, nata nel 2008 in quel di Biella, è entrata infatti nella nostra orbita, più nello specifico nel giro di The Observer, ormai già da qualche tempo. La storia prende il via ai tempi della pubblicazione del loro ultimo album in studio, “Citizen pop”, un lavoro proposto in streaming esclusivo sulle nostre pagine, anticipato dal singolo (e dal relativo video) “Independent lights”. Poi, nel giro di pochissimo, ecco arrivare la partecipazione come guest star al Sisley Independent Tour del 2012, e, infine, quella alla “nostra” doppia compilation di chiusura dell’anno di The Observer, con un’ottima cover di "The anger song" dei Man on Wire.
Oggi, a distanza di un anno, abbiamo ripreso i contatti con il gruppo giusto per fare il punto della situazione; anche perché di cose in questi trecentosessantacinque giorni (circa) ne sono davvero successe tante: l'ultima volta che ci siamo visti era sulla spiaggia di Bibione per la data finale del Sisley Independent Tour: “Il Sisley Independent Tour è stata una bella esperienza” ci racconta Andrea Carta, chitarrista del gruppo. “Ci ha permesso di suonare in contesti importanti e soprattutto confrontarci con diverse ottime band italiane, a testimonianza che il circuito è molto vivo e interessante. “Independent Lights” ci ha portati fortuna e ci ha accompagnati per un anno con diverse soddisfazioni”.
Questa intervista, come già detto, è l'occasione giusta per fare il punto della situazione su che anno è stato il 2013 (fino ad oggi ovviamente) per gli All About Kane. La band è reduce infatti dalla terza partecipazione all'Heineken Jammin Festival e da quella alla nostra compilation. A queste vanno aggiunte poi la vittoria di un contest indetto da La Stampa e quella del PIVI Mtv New generation con "Independent lights", proprio il singolo che ha accompagnato l'intero Sisley Independent Tour: “Sì, ripensandoci, da giugno 2012 ad oggi sono successe parecchie cose con grandi soddisfazioni “ prosegue Andrea. “Sicuramente il live nel Main Stage dell’Heineken è stata l’emozione più forte e gratificante. Anche la vittoria del PIVI è stata fondamentale, perché il video di “Independent Lights” è per noi molto importante, in più si trattava del primo singolo del nostro primo album che è passato anche in rotazione su MTV Music, quindi soddisfazione doppia. Il video è piaciuto molto, anche perché il lavoro di Stefano Bertelli è stato ottimo: con poco budget, ma tanta creatività e professionalità, ha realizzato veramente un prodotto di grande qualità. Infine, la partecipazione alla compilation di Rockol ci ha dato la possibilità di confrontarci, per la prima volta in maniera seria e ragionata, con un brano non nostro. È stato stimolante e molto creativo cercare di non rifare semplicemente l’ottimo brano dei Man On Wire, ma metterci il nostro “marchio” e farlo diventare quasi un pezzo nostro a livello di sound e arrangiamento. Ci sembra sia venuto fuori un buon risultato. Diciamo che siamo soddisfatti e molto contenti del lavoro fatto e dei risultati ottenuti, ovviamente c’è ancora molto da fare”.
Entrando quindi nell’ottica del “c’è ancora molto da fare”, il successivo passo in avanti è stato far uscire con il nuovo singolo "In this black night". Un singolo in pieno stile AAK, e il cui video, in particolare, si avvale di contributi video di amici e fan sparsi in giro per il mondo; una bella sfida: “Il video è il premio del contest de La Stampa che abbiamo vinto lo scorso anno. L’idea era venuta inizialmente a Fabio Tagliavia che ha fatto le riprese a Roma mentre siamo “a mollo” nella spiaggia di Capocotta, poi per diverse ragioni l’idea era stata accantonata per qualche mese. Infine, grazie all’intervento di Stefano Bertelli (già regista di “Independent Lights”), l’abbiamo presa nuovamente in considerazione e Stefano ha montato i video amatoriali alternati alle nostre immagini, un dialogo a distanza, proprio come, in effetti, è un dialogo anche il testo della canzone. A livello organizzativo, effettivamente è stato faticoso rincorrere amici, fans, parenti in giro per l’Italia e per il mondo pregandoli di fare il video e soprattutto di rispettare le scadenze. Alla fine, però, ci ha anche stupito l’aver ricevuto oltre cinquanta video, un buon risultato raggiunto in poco tempo a disposizione”.
"Citizen pop" ormai è fuori, a conti fatti, da un anno. Ha avuto il tempo di confrontarsi, crescere e perché no, maturare. Spesso quando si lavora per tanto tempo ad un disco, si arriva ad un punto in cui si è talmente dentro ad esso che è difficile, quasi impossibile, guardarlo con "occhi oggettivi". Come vedono gli All About Kane, oggi, "Citizen pop"? “Sinceramente non ci sembra sia già passato un anno, forse perché ci abbiamo lavorato parecchio, abbiamo cercato un nostro suono, lavorato tanto sugli arrangiamenti ed è il nostro debutto, quindi vogliamo godercelo con calma. Sicuramente ci sono degli accorgimenti e dei cambiamenti che faremo in fase di scrittura dei nuovi pezzi, ma nel complesso siamo ancora soddisfatti del lavoro e siamo molto affezionati al disco. Quello che è certo è che abbiamo cercato di fare un disco pop, curato, pulito, non siamo un gruppo indie, (pur essendo indipendenti – etichetta La Fonderia Musicale) e non abbiamo lavorato in quella direzione che non ci rappresenta, ma su un suono più internazionale e mainstream, che è più vicino alla nostra indole”. Com'è stato invece portarlo sul palco? “E’ stato ed è emozionante e il pubblico risponde bene. Ovviamente, come dicevamo prima, il live all’Heineken è stato fondamentale, ed è stato un po’ il battesimo per “Citizen Pop” perché abbiamo suonato a Rho poco settimane dopo l’uscita del disco”.
Il riferimento al mainstream fatto qui sopra non è casuale: gli All About Kane sono una band che piace molto e che sta trovando la sua dimensione, in modo particolare, in radio e, come abbiamo visto, sui grandi network. Una bella conquista per la band di Biella: “Per noi è strano perché da un lato ci sembra incredibile essere arrivati praticamente con le nostre sole forze e di pochi collaboratori in alta rotazione su Virgin Radio con i due singoli ed essere passati su MTV Music sia con i video di “Independent Lights” e di In “This Black Night”, dall’altro ci rendiamo conto che fare pop in inglese in Italia è una sfida difficile, vuoi perché il mondo delle major spinge spesso per l’uso dell’italiano e “occupa” i canali promozionali, e anche perché il mondo indie che ha un forte circuito, soprattutto per i live, in cui si fa fatica ad entrare. Comunque siamo soddisfatti e andiamo avanti con i nostri progetti”.
Progetti che, inevitabilmente, dovranno tenere conto di questa nuova dimensione che la band sta assumendo… “Mah, in realtà è cambiato pochissimo nella nostra vita di tutti i giorni” ammette Andrea, “continuiamo tutti con i nostri lavori, ovviamente, e conciliamo le nostre vite familiari e lavorative con gli impegni live, le prove ed i progetti nuovi, a volte con fatica, ma cercando sempre di lavorare al meglio. Il successo è ancora molto lontano”.
Per concludere la chiacchierata non possiamo non buttare uno sguardo al futuro: che cosa ci dobbiamo aspettare dagli All About Kane? “Abbiamo in programma il video del terzo e ultimo singolo di “Citizen Pop”, che dovrebbe uscire in autunno, e poi ci dedicheremo alla scrittura dei nuovi brani per il secondo album, cosa che in realtà stiamo già facendo da alcune settimane”.