Addio a Little Tony

Addio a Little Tony

E' morto oggi a Roma presso la clinica Villa Margherita, dove era ricoverato da tre mesi, Little Tony: il cantante, 72 anni, vero nome Antonio Ciacci, era da tempo affetto da un tumore, che nell'ultimo periodo l'aveva ridotto in stato di coma. I funerali si svolgeranno giovedì 30 maggio presso il Santuario della Madonna del Divino Amore, sempre nella Capitale.

Nato a Tivoli nel 1941 da genitori sanmarinesi, l'artista iniziò la propria carriera nelle sale da ballo e nei ristoranti della Capitale: la svolta arrivò nel '58, quando l'impresario inglese Jake Good lo scritturò per una tournée nel Regno Unito. Dopo qualche anno di permanenza oltremanica, Ciacci tornò in Italia a inizio anni Sessanta: nel '61 partecipò al festival di Sanremo in coppia con Adriano Celentano, piazzandosi secondo con "24 mila baci". Seguiranno diverse partecipazioni a manifestazioni canore come il Cantagiro (con "So che mi ami ancora" nel '62, "Non aspetto nessuno" nel '63 e nel '66 con la fortunata "Riderà") e Un disco per l'Estate (con "Viene la notte", nel '65), oltre che a un nuovo passaggio sul palco dell'Ariston con "Quando vedrai la mia ragazza", sempre nel '63: la consacrazione definitiva arriverà nel '67 a Sanremo, dove trionferà grazie alla storica hit "Cuore matto", scritta da Totò Savio.



Dopo un altro passaggio all'Ariston nel '68, con "Bada bambina", fonda alla fine del decennio la sua etichetta, la Little Records, con la quale pubblicherà la hit "La spada nel cuore", scritta da Carlo Donida e portata fino al quinto posto - in coppia con Patty Pravo - al festival della Canzone Italiana del 1970. Cinque anni dopo arriverà l'omaggio a quello che da sempre è stato il suo maestro, Elvis Presley, con "Tony canta Elvis", cover album interamente dedicato al repertorio del Re del rock and roll.

Dopo un incidente stradale, nel 1978, Ciacci affiancò in tempi più recenti la carriera canora a quella televisiva, conducendo diversi programmi tra i quali "I ragazzi irresistibili", all'inizio del 2000, insieme ai colleghi Maurizio Vandelli, Rita Pavone e Adriano Pappalardo. Tornerà a Sanremo nel 2003 in coppia con Bobby Solo, "Non si cresce mai": l'anno dopo collaborerà col Dj Gabri Ponte per il brano "Figli di Pitagora".

Al 2006 risalgono i primi gravi problemi di salute: durante un concerto al "Contessa Banquet Hall" di Ottawa, il cantante viene colpito da infarto. Dopo un veloce recuperto, Little Tony tornerà comunque per l'ultima volta sul palco del teatro Ariston nel 2008, portando in gara il brano "Non finisce qui".

Nel corso della sua carriera, Ciacci recitò sul set di numerose pellicole, a partire da commedie musicali come "Rocco e le sorelle" del '61, "5 marines per 100 ragazze", sempre del '61, "Canzoni a tempo di twist" del '62, "Cuore matto" (per la regia di Bruno Corbucci) del '67, fino ad interpretare sé stesso in pellicole più recenti come "L'odore della notte" del '98, "Vita Smeralda" (di Jerry Calà) del 2006 e il sequel de "L'allenatore nel pallone" del 2008 con Lino Banfi.

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