Addio a Franco Califano

Addio a Franco Califano

E' morto oggi nella sua casa di Acilia Franco Califano: malato da tempo, il cantante si era esibito solo lo scorso 18 marzo al teatro Sistina di Roma.

Classe 1938, nato a Tripoli, Libia, da genitori italiani, "Er Califfo" debuttò discograficamente nel 1972 con "'N bastardo venuto dar sud", al quale seguirono un anno dopo "L'evidenza dell'autunno" e nel '75 "Secondo me, l'amore...": il suo primo grande successo come cantante lo conobbe nel '76, quando la Ricordi diede alle stampe "Tutto il resto è noia". Con ben 24 album in studio all'attivo - l'ultimo dei quali, "C'è bisogno d'amore", risale al 2009 - l'artista si distinse anche come attore - da "Appuntamento in Riviera" del '62, di Mario Mattoli, fino al documentario "Noi di settembre" di Stefano Veneruso del 2011, passando per il poliziottesco "Gardenia, il giustiziere della mala" del '79 di Domenico Paolella ai più noti al grande pubblico "Viola bacia tutti" di Giovanni Veronesi del 1998 e "Questa notte è ancora nostra" di Paolo Genovese e Luca Miniero del 2007 - e come scrittore, pubblicando cinque volumi, tra i quali "Diario segreto di un uomo da strada", "Sesso e sentimento" del 2004 e "Il Calisutra: storie di vita e casi dell'amore raccontati dal maestro" del 2006.

Accanto alla fortunata carriera di interprete e performer, Califano fu titolare di brillanti esperienze come autore, che lo portarono a scrivere per Mia Martini ("Minuetto", a quattro mani con Dario Baldan Bembo, e "La nevicata del '56", insieme a Carla Vistarini), Ornella Vanoni ("La musica è finita", musicata da Umberto Bindi e scritta con Nisa, e "Una ragione di più", per la quale collaborò con Mino Reitano), Peppino di Capri ("Un grande amore e niente più", vincente al Festival di Sanremo del 1973), Bruno Martino (la celeberrima "E la chiamano estate", scritta a quattro mani con lo stesso Martino), Edoardo Vianello e Wilma Goich ("Semo gente de borgata"): sua la firma sul testo di "Un'estate fa", versione italiana di "Une belle histoire" di Michel Fugain, e sull'intero album "Amanti di valore" di Mina del 1974.  

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